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D.Choe: sul dollaro pesano anche le vendite degli esportatori giapponesi

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Le deludenti indicazioni in arrivo dagli Stati Uniti affossano il dollaro. Il Dipartimento del Lavoro Usa nella prima parte del pomeriggio ha annunciato che a novembre la prima economia ha registrato un tasso di disoccupazione in crescita dello 0,2% al 9,8% ed un aumento delle buste paga di 39 mila unità, contro le 150 mila del consenso. Decisamente sotto le stime anche il dato riferito al solo settore privato, che aveva fatto ben sperare dopo le +93 mila unità della stima Adp. Il settore privato a novembre ha creato 50 mila posti di lavoro, contro i 160 mila del consenso.

Subito dopo la pubblicazione dei dati il cambio euro-dollaro è schizzato sopra 1,33 ed in questo momento quota 1,3335; il biglietto verde perde terreno anche contro la divisa giapponese portando il cross a 82,870 yen. David Choe di IG Markets sottolinea che ad indebolire il dollaro/yen anche “le vendite da parte degli esportatori giapponesi intenti a regolare i loro conti”. Dagli Stati Uniti arrivato anche l’Ism servizi, salito da 54,3 a 55 punti (consenso 54,8). I dati annunciati dal Dipartimento del Lavoro Usa nell’indebolire il biglietto verde hanno favorito l’ascesa dei Treasury a 10 anni, il cui rendimento è sotto il 3%, e dell’oro, tornato sopra i 1.400 dollari l’oncia.

In rialzo come detto l’euro, che guadagna terreno anche contro sterlina, portando l’eurgbp a 0,8511. Secondo Choe la scelta di Trichet di ritardare la strategia di uscita e di non espandere la dimensione del programma di acquisto di obbligazioni governative rappresenta un fatto positivo per la moneta unica “che non sarà indebolita attraverso l’espansione del bilancio della banca centrale”. Sempre Choe rileva che “la mossa del n.1 dell’Eurotower costringe i politici ad agire con maggiore prudenza in materia fiscale per controllare il debito e attuare ulteriori misure di austerità per contenere i deficit”. A novembre il Pmi servizi della Zona Euro è salito a 55,4 mentre le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,5% ad ottobre.

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