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D.Choe: improbabile un’inversione di rotta dell’oro nel contesto attuale

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In settimana l’oro ha toccato un nuovo massimo storico a 1.296,50 dollari per oncia troy spinto dalle indicazioni scaturite dalla riunione del Fomc (Federal Open Market Committee), il braccio operativo delle statunitense Federal Reserve. Gli investitori, come rileva David Choe di IG Markets nel commodities focus, sono alla ricerca di “protezione da un deterioramento del dollaro. Il riconoscimento da parte della Fed di un’inflazione ‘leggermente inferiore’ ai livelli ritenuti idonei è stato interpretato come un’indicazione di un possibile ulteriore allentamento quantitativo”. Da un lato quindi la ricerca di protezione, che ha favorito il metallo giallo, dall’altro i timori per una nuova fase di quantitative easing, che ha finito per indebolire il biglietto verde. Choe sottolinea che “con la fiducia per la moneta che comincia ad attenuarsi, la domanda di oro aumenterà visto che gli investitori cercano un bene che mantenga il suo valore durante i periodi di incertezza”.

Secondo Choe a favore dell’oro giocano anche le incertezze che circondano le elezioni a stelle e strisce e la domanda fisica del metallo in arrivo dall’India; “l’attuale tendenza potrebbe essere ostacolata da un prolungato rally del mercato azionario e da una maggiore chiarezza nella ripresa economica globale” ma “ciò sembra improbabile nel contesto attuale”.

In controtendenza rispetto al dollaro anche il rame, che ieri ha toccato il massimo degli ultimi cinque mesi a 3,5905 dollari. Da IG Markets Anthony Grech evidenzia come “il consumo annuo di rame raffinato in Cina è salito di quasi un quarto nel mese di agosto, grazie ad un aumento delle importazioni ed una relazione separata dell’International Copper Study Group ha evidenziato che il consumo di rame raffinato nel mondo ha superato la produzione di circa 281.000 tonnellate tra gennaio e giugno di quest’anno”. Grech mette però in guardia gli investitori “il rame ha guadagnato l’8,65% su base mensile, e nel contesto generale non è improbabile aspettarsi un leggero pullback, in particolare lunedì quando riprenderanno gli scambi nella maggior parte del mercato asiatico dopo i tre giorni di Festa di Metà Autunno”.

E concludiamo con il petrolio, che dopo i cali di ieri questa mattina ha continuato a perdere terreno, in scia della pubblicazione dei dati relativi l’inattesa crescita delle scorte settimanali statunitensi. “Bloomberg aveva previsto una diminuzione dei livelli di inventario a causa della chiusura per otto giorni del gasdotto Enbridge Energy, che porta petrolio canadese nel Mid-West degli Stati Uniti” ha dichiarato Christopher Beauchamp da IG Markets. L’analista cita Weiss Research, secondo cui “al momento è la situazione del dollaro che influenza l’andamento del petrolio”. L’aumento dell’offerta derivante dal rallentamento dell’economia statunitense si trova in netto contrasto con i forti livelli di consumo nei mercati emergenti, con la domanda cinese di petrolio in espansione del 7,6% in agosto.

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