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DAX: Rwe e E.On sprofondano, pesano nuovi accantonamenti per spegnimento centrali nucleari

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Pesante arretramento dei titoli del settore utilities quest’oggi in Europa, con l’indice EuroStoxx Utilities 600 che perde l’1,57%, peggior indice settoriale della giornata. A spingere tutto il comparto in rosso è la caduta dei due colossi tedeschi Rwe e E.On.

Il motivo della caduta delle quotazioni è la notizia, riportata dal sito online del settimanale Der Spiegel, della necessità di accantonare ulteriori fondi per lo spegnimento definitivo delle centrali nucleari. Le cifre si aggirerebbero sui 30 miliardi di euro, come risultato da uno studio dei revisori dei conti commissionati dal Ministero dell’Economia tedesco.

La somma servirebbe per lo smaltimento definitivo delle scorie radioattive e per la costruzione di un deposito. Le società tedesche interessate dalla notizia sono Eon, RWE, Vattenfall e EnBW, principali produttori energetici che dovranno spegnere i propri impianti nucleari entro il 2022.

Il rapporto era stato commissionato diversi mesi fa dal Ministro federale Sigmar Gabriel (SPD) e costituisce la base per le deliberazioni di una commissione di esperti che si occupa della questione di come la Germania dovrebbe agire dopo la fine dell’era nucleare con l’eredità lasciata dal metodo di produzione di energia.

Sul Dax Rwe ed E.On sono i titoli peggiori del listino principale di Francoforte, con un passivo rispettivamente del 12,50% e dell’11,90%. Rwe scambia a 10,33 euro per azione, E.On a 7,54 euro per azione. Se per Rwe si tratta dei minimi storici assoluti, per E.On era dal primo trimestre del 1994 che il titolo non scambiava su questi valori.

La caduta dei due colossi tedeschi trascina al ribasso l’intero comparto europeo delle utility e a Milano Enel Green Power cede il 2,84% a 1,57 euro per azione.