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Il dato sul pil non basta a Piazza Affari: soffrono i bancari e Ferragamo, bene le compagnie oil

QUOTAZIONI Salvatore Ferragamo
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Piazza Affari ha chiuso in lieve territorio negativo, in controtendenza rispetto agli altri listini europei. Non è bastato il segnale generato dall’economia italiana che nel terzo trimestre del 2016 è cresciuta più delle stime. Secondo i dati diffusi dall’Istat questa mattina il Pil è cresciuto dello 0,3% nel periodo fra giugno e luglio, cifra che si colloca sopra le stime degli analisti ferme a +0,2 per cento. E’ la prima volta dal 2005 che il Belpaese registra un tasso di crescita trimestrale migliore di quello messo in luce da Germania e Francia (+0,2% per entrambe). Molti analisti si sono espressi sulla lettura del dato, confermando l’importanza della rilevazione in ottica referendum. Date queste premesse si è ridotta la pressione sul mercato secondario dei titoli di Stato. Lo spread fra Btp-Bund a dieci anni si è ridotto a 165 punti base con il rendimento del decennale italiano sceso sotto il 2%.

In questo quadro il FTSE Mib ha ceduto lo 0,02% chiudendo a 16.682,37 punti. Arretrano i titoli bancari, fra i quali spicca il tonfo di Mps, -10% a 0,25 euro. L’istituto senese si gioca la carta della conversione volonta-ria di 11 bond subordinati Tier 1 e Tier 2 (per complessivi 4,3 miliardi) da cui dipende in buona parte l’esito dell’aumento di capitale da 5 miliardi. L’offerta dovrebbe avere inizio entro fine novembre. Mps ha inoltre annunciato di aver raggiunto con Cerved un’intesa vincolante per la cessione della piattaforma Juliet, per lo smaltimento di crediti in sofferenza. L’operazione prevede la cessione a Cerved del veicolo che avrà in gestione le sofferenze non cartolarizzate e una percentuale significativa di quelle che si genereranno nei prossimi dieci anni.

Cede il 4,10% UniCredit che termina le contrattazioni a 2,19 euro. Le indiscrezioni di stampa degli ultimi giorni vedono emergere la possibilità di un aumento di capitale più consistente per l’istituto di credito, fino a 13 miliardi di euro, anche considerando la cessione di Pioneer e Bank Pekao.

All’infuori del comparto bancario pesanti vendite hanno interessato Salvatore Ferragamo, -6,46% a 20,4 euro. La maison di moda italiana non ha digerito i conti trimestrali diffusi ieri, giudicati “deludenti” da molti analisti che offrono copertura sul titolo ed hanno abbassato la raccomandazione sul titolo o tagliato le stime per il 2016 e 2017.

Sul fronte dei rialzi fanno bene i titoli oil, in scia al recupero delle quotazioni del petrolio. Saipem, +4,43% a 0,407 euro, guadagna la maglia rosa del listino. Eni con un balzo dell’1,95% si porta a 12,5 euro. Buona tenuta per i titoli delle utility, fra i quali si è messa in luce Snam, +1,89% a 3,55 euro dopo i buoni risultati del terzo trimestre.