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I dati Usa del lavoro spingono Piazza Affari e le borse europee

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in deciso rialzo accelerando nel pomeriggio dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un progresso del 2,35% a 15.876 punti. Parmalat ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 4,17% a 1,75 euro nonostante la lente della Procura e l’ipotesi di delisting, smentito poi dalla società. Ben comprata Telecom Italia che ha mostrato un progresso del 3,79% a 0,807 euro. Molto positivi i titoli del comparto bancario: Unicredit ha guadagnato il 3,76% a 3,528 euro, Popolare di Milano il 3,38% a 0,443 euro, Intesa SanPaolo il 3,26% a 1,298 euro, Banco Popolare il 2,97% a 1,282 euro, Monte dei Paschi il 3,41% a 0,239 euro, Ubi Banca il 2,02% a 3,13 euro. Buona performance anche per i colossi pubblici dell’energia: Eni ha mostrato un rialzo del 2,29% a 17,41 euro, Enel è avanzata del 2,33% a 2,896 euro. Sotto i riflettori sono finiti entrambi i titoli del Lingotto. Secondo Il Sole Fiat (+0,77% a 4,476 euro) avrebbe riaperto il dossier delle alleanze in Europa e tornerebbe a puntare su Opel. La smentita è arrivata nel pomeriggio: Opel non è in vendita ha fatto sapere il vicepresidente di GM, Steve Girsky. Mediaset ha indossato la maglia nera del Ftse Mib con un ribasso del 2,45% a 1,473 euro, risentendo del downgrade di Ubs alla controllata spagnola.

Chiusura positiva anche per gli altri listini del Vecchio Continente. A Londra il Ftse100 ha terminato con un +0,74% a 5.871,02 punti, +1,27% per il tedesco Dax a 7.397,87 e +1,64% del Cac40 a 3.457,04. A Madrid l’Ibex fa meglio di tutti e grazie ad un +1,81% chiude l’ottava a 7.954,4 punti.