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I dati Usa del lavoro spingono Piazza Affari, Ftse Mib chiude con un rialzo di oltre il 2%

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in deciso rialzo accelerando nel pomeriggio dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense. Il Dipartimento del Lavoro Usa ha annunciato che, dopo 42 mesi, a settembre il tasso di disoccupazione della prima economia è sceso sotto la fatidica soglia dell’8% attestandosi al 7,8%. Si tratta del secondo calo consecutivo e del livello minore dal gennaio 2009. Gli analisti avevano previsto un incremento all’8,2%. A settembre sono stati creati 114 mila nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo contro previsioni che indicavano 111 mila. Subito è arrivato il commento di Mitt Romeny, lo sfidante di Obama alle elezioni del prossimo mese. Secondo Romney, i dati di oggi non rappresentano una vera ripresa dell’economia ed il vero tasso di disoccupazione sfiora l’11%. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un progresso del 2,35% a 15.876 punti.

Parmalat ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 4,17% a 1,75 euro nonostante la lente della Procura e l’ipotesi di delisting. Ben comprata Telecom Italia che ha mostrato un progresso del 3,79% a 0,807 euro. Molto positivi i titoli del comparto bancario: Unicredit ha guadagnato il 3,76% a 3,528 euro, Popolare di Milano il 3,38% a 0,443 euro, Intesa SanPaolo il 3,26% a 1,298 euro, Banco Popolare il 2,97% a 1,282 euro, Monte dei Paschi il 3,41% a 0,239 euro, Ubi Banca il 2,02% a 3,13 euro. Buona performance anche per i colossi pubblici dell’energia: Eni ha mostrato un rialzo del 2,29% a 17,41 euro, Enel è avanzata del 2,33% a 2,896 euro. Sotto i riflettori sono finiti entrambi i titoli del Lingotto. Secondo Il Sole Fiat (+0,77% a 4,476 euro) avrebbe riaperto il dossier delle alleanze in Europa e tornerebbe a puntare su Opel. La smentita è arrivata nel pomeriggio: Opel non è in vendita ha fatto sapere il vicepresidente di GM, Steve Girsky. Mediaset ha indossato la maglia nera del Ftse Mib con un ribasso del 2,45% a 1,473 euro, risentendo del downgrade di Ubs alla controllata spagnola.