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Dati macro spingono sterlina e aussie

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Massimi da sei anni per l’indice che tasta il polso al settore delle costruzioni britannico. A settembre l’indicatore elaborato da Markit e Chartered Institute è salito da 58,9 a 59,4 punti, il livello maggiore dal settembre 2007. Con il risultato di settembre i mesi in cui l’indicatore si è confermato sopra la soglia dei 50 punti, che separa espansione e recessione dell’attività economica, salgono a sei.

La Confindustria britannica (Cbi) ieri ha annunciato di aver incrementato la view sull’economia d’Oltremanica portandola all’1,4% nel 2013 e al 2,4% nel 2014. In precedenza i due dati erano stimati all’1,2 e al 2,3 per cento. “La ripresa non sarà spettacolare, ma appare più solida e con radici più resistenti”, ha detto il direttore generale della Cbi, John Cridland.

La sterlina, dopo esser scesa ai minimi da oltre due settimane a 1,5903 dollari Usa, attualmente passa di mano a 1,5953. “Sotto 1,59 per il cambio gbpusd si riapre la prospettiva di una discesa fino a 1,5750”, si legge nel Market Commentary di Cmc Markets. Lieve segno meno invece per il cross con la moneta unica che in corrispondenza della chiusura dei listini europei scambia a 84,69 centesimi.

Incremento più consistente per il dollaro australiano, spinto dal +0,8% registrato a settembre dalle vendite al dettaglio, lo 0,3% in più rispetto alle stime. L’aussie, che beneficia anche della crescita ai massimi da inizio anno registrata dal Pmi servizi cinese a 56,3 punti, vede il cambio con il greenback salire dello 0,4% a 0,9503 usd.