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Dati macro spingono al ribasso il listino milanese, bancari deboli

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Le indicazioni negative arrivate dai dati macro spingono al ribasso il listino milanese. Dopo il rallentamento maggiore del previsto messo a segno dall’inflazione cinese (da +2 a +1,6% a/a ad agosto) e il 43esimo calo consecutivo dei prezzi alla produzione, cattive notizie sono arrivate dalla produzione industriale di Eurolandia, scesa ad agosto di mezzo punto percentuale congiunturale. Sotto le stime anche gli indici statunitensi relativi prezzi alla produzione (-0,5% m/m) e vendite al dettaglio (+0,1%) mentre le scorte delle imprese non hanno fatto registrare variazioni ad agosto. In serata l’appuntamento è con il Beige Book, il report elaborato dalla Federal Reserve sullo stato di salute della prima economia.

La forte discesa del rendimento del decennale tedesco (allo 0,55%) ha spinto lo spread con il Btp in quota 108 punti. Tra gli operatori tende a prevalere il convincimento che la Bce finirà per incrementare il piano di allentamento quantitativo.

In questo conteso il Ftse Mib ha terminato in rosso dello 0,95% a spingendosi a 21.838,2 punti. Sulla piazza milanese spiccano le vendite sui titoli del settore industriale: FCA ha terminato con un calo di 1,01 punti percentuali fermandosi a 13,79 euro, Finmeccanica è scesa dell’1,78% a 11,62 euro e Buzzi Unicem ha lasciato sul campo il 2,5% a 14,41 euro. Lieve segno più per Pirelli (+0,13% a 14,97 euro) il day-after la chiusura dell’Opa che ha permesso a Marco Polo, holding controllata da Chemchina, di salire a circa l’87% del capitale della Bicocca. Lo storico marchio si avvia a lasciare la borsa di Milano. +2,04% per Salini Impregilo (3,61 euro) su cui Equita Sim ha confermato la raccomandazione di acquisto.

Debole il comparto bancario: parità per sulla Popolare dell’Emilia Romagna (7,685 euro) e segni meno per il Banco Popolare (-0,45% a 13,41 euro), Intesa Sanpaolo (-0,63% a 3,16 euro) e UniCredit (-1,64% a 5,72 euro) alla vigilia del Cda chiamato a discutere delle vicende giudiziarie che hanno investito il vicepresidente Fabrizio Palenzona. Lettera anche sul comparto del lusso (-3,2% a 14,23 euro per Moncler, -3,07% a 28,77 euro per YNAP e -1,11% a 79,9 euro di Tod’s) che paga pegno all’indebolimento del dollaro (eurodollaro a 1,144$, +0,55%, massimi da tre settimane).