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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso in deciso ribasso dopo che nel fine settimana appena trascorso i Paesi dell’Unione Europea non hanno trovato la quadra sul rilascio dell’ultima tranche di aiuti, 12 miliardi di euro, del piano da 110 miliardi varato a maggio dello scorso anno. La tranche, in sostanza, verrà concessa a luglio solo se ci sarà il nulla osta da parte del Governo greco alle misure di austerity e al maxi programma di privatizzazioni. Ma per evitare il default di Atene, il nuovo piano di aiuti dovrebbe aggirarsi intorno ai 90 miliardi di euro. Sempre nel fine settimana, Moody’s ha posto il giudizio Aa2 dell’Italia in review per un possibile downgrade. Ieri, però, il presidente dell’Eurogruppo Juncker ha dichiarato che l’Italia non è in pericolo. Il Fondo Monetario Internazionale ha messo in guardia la Bce, visto che “alla luce delle stime sull’andamento della ripresa economica, la normalizzazione della politica monetaria dovrebbe procedere gradualmente”. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 2,01% a 19.692 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dell’1,97% a quota 20.425.
Tonfo della Popolare di Milano (-7,39% a 1,628 euro) dopo che venerdì scorso aveva mostrato un balzo di circa il 12%. Il mercato, sul finire della scorsa settimana, aveva iniziato a fiutare l’avvento di un cavaliere bianco a piazza Meda. Due i nomi circolati: la Banca Popolare dell’Emilia Romagna e BNP Paribas. La Bpm aveva smentito già venerdì, su richiesta della Consob, la presunta offerta del colosso francese, mentre in mattinata Bper ha dichiarato di non avere allo studio “operazioni di carattere straordinario con la Popolare di Milano”. Il tutto alla vigilia di un appuntamento cruciale: il 25 giugno, infatti, l’assemblea straordinaria della banca milanese dovrà dare il via libera all’aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro. Vendite anche sul Monte dei Paschi (-2,59% a 0,583 euro) nel primo giorno dell’aumento di capitale da 2,1 miliardi di euro, che permetterà alla banca senese di rimborsare gli 1,9 miliardi di euro di Tremonti Bond e rafforzare i coefficienti patrimoniali in vista delle nuove regole di Basilea 3. Il prezzo di emissione delle nuove azioni è stato fissato a 0,446 euro e il rapporto prevede 18 azioni nuove ogni 25 detenute. Il periodo per sottoscrivere i diritti terminerà il prossimo 8 luglio. Nel resto del comparto bancario sono scivolate in rosso anche Intesa SanPaolo (-0,82% a 1,804 euro), Unicredit (-2,30% a 1,488 euro) e Banco Popolare (-0,43% a 1,62 euro), mentre Ubi Banca ha mostrato un progresso dello 0,76% a 3,99 euro. Saipem ha perso il 3,47% a 34,54 euro nonostante l’annuncio di nuovi contratti nelle perforazioni mare e terra per un valore complessivo di 600 milioni di dollari. Autogrill ha invece registrato un rialzo del 2,09% a 9,04 euro. Ieri mattina Citigroup ha tagliato leggermente il target price di Autogrill a 12 euro dai precedenti 12,5 euro, confermando però la raccomandazione d’acquisto (buy). Bene Finmeccanica (+0,63% a 7,99 euro) in scia ad alcune dichiarazioni dell’Ad di Eads, Louis Gallois. Il manager ha ventilato possibili collaborazioni con Finmeccanica, in particolare nel campo di droni e nello spazio (oltre a quelle esistenti come i missili di Mbda e gli Atr). Generali ha ceduto l’1,80% a 14,16 euro ma Ubs ha cercato di tranquillizzare le compagnie assicurative in scia alla crisi greca.
Nonostante un recupero nella seconda parte gli indici europei chiudono la seduta in territorio negativo. Il tedesco Dax ha terminato in calo dello 0,19% a 7.150,2 punti, rosso dello 0,38% invece per il Ftse100 che scende a 5.693,4 punti, -0,63% del Cac40 a 3.799,7 mentre lo spagnolo Ibex lascia sul parterre quasi 1 punto percentuale (-0,96%) a 10.038,1.