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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo la prima seduta di una settimana che si preannuncia decisiva sul fronte greco. Oggi inizia infatti la discussione al Parlamento ellenico delle nuove misure di austerità, che dovranno essere approvate non oltre giovedì 30 giugno. Un passo fondamentale per far si che Atene riceva la quinta tranche di aiuti da 12 miliardi di euro. Nessuna decisione è invece scaturita ieri dall’incontro organizzato a Roma tra le banche e le istituzioni finanziarie su un possibile coinvolgimento nel salvataggio della Grecia. A sostenere il listino meneghino la buona vena di Wall Street, con il Dow Jones tornato sopra quota 12.000 punti, nonostante i dati poco convincenti sul reddito e le spese personali Usa relativi al mese di maggio. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,75% a 19.297 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dello 0,61% a quota 20.002. Sono ancora le banche ad essere sotto i riflettori del mercato. Popolare di Milano, dopo la recente sottoperformance, ha svettato sul paniere principale con un balzo del 3,47% a 1,552 euro. Nel fine settimana appena trascorso l’assemblea straordinaria della Bpm ha detto sì all’aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro, che dovrebbe partire dopo l’estate, e alla modifica dello strike del prestito obbligazionario convertibile. Voto contrario invece sull’aumento delle deleghe assembleari da tre a cinque, caldeggiato da Banca d’Italia. L’aumento di Ubi Banca (+0,79% a 3,814 euro), che si è concluso venerdì scorso, ha invece raccolto il 92,3% della sottoscrizione. Positivo il resto del comparto: Intesa SanPaolo ha guadagnato l’1,17% a 1,727 euro, Banco Popolare lo 0,46% a 1,525 euro, Unicredit lo 0,51% a 1,37 euro. In controtendenza il Monte dei Paschi (-3,75% a 0,513 euro), ancora sotto pressione a causa dell’aumento di capitale in corso. Fondiaria-Sai è scivolata sul fondo del paniere principale con un tonfo del 9,22% a 2,108 euro nel primo giorno dell’aumento di capitale da 450 milioni di euro. Sei miliardi di fatturato e un trend positivo in corso in linea con quello del 2010. Questi gli ingredienti dell’ottimismo di Luxottica (+0,47% a 21,47 euro) dopo un’intervista rilasciata a La Repubblica dall’Ad del gruppo, Andrea Guerra. In riferimento alle prossime espansioni, l’Ad ha puntato lo sguardo verso i Paesi emergenti come India, Cina, Turchia, Messico e Brasile, oltre ad altre opportunità di medio-lungo termine, come Cile, Perù, Thailandia, Indonesia e le Repubbliche ex-sovietiche. Unica nota dolente l’impatto negativo delle fluttuazioni del dollaro, “uno dei fattori su cui non possiamo incidere”. In positivo la galassia Agnelli: Fiat Spa ha guadagnato il 2,01% a 7,09 euro, Fiat Industrial è avanzata dello 0,24% a 8,51 euro. Ieri mattina il Lingotto ha annunciato un accordo di fornitura tra la divisione Fiat Powertrain Technology con Suzuki Motor. L’intesa prevede la fornitura da parte della casa torinese di motori diesel da 1.600 cc destinati a un nuovo veicolo che il produttore giapponese fabbricherà in Ungheria a partire dal 2013.
Seduta all’insegna della cautela per le borse europee, in attesa del voto del parlamento greco sul nuovo piano di austerità. A Parigi il Cac40 ha terminato la seduta in rialzo dello 0,31% a 3.796,55 punti, +0,43% per il Ftse100 a 5.722,34 e +0,61% per l’Ibex a 9.872,2. Segno meno invece per il Dax, che con un -0,19% si porta a 7,107,9 punti.