Dati di chiusura

Inviato da Flavia Scarano il Lun, 23/05/2011 - 08:55
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in deciso ribasso in scia alle paure che avvolgono la Grecia. Già venerdì mattina il differenziale di rendimento tra i Titoli di Stati greci a dieci anni e quelli tedeschi (Bund) aveva toccato il nuovo record storico. Lo spread si è portato a 1.315 punti e di, conseguenza, il rendimento del decennale ellenico è schizzato al 16,40%. Sul finale di seduta è arrivata la scure di Fitch. L'agenzia di valutazione ha declassato il rating sul debito ellenico a B+ dal precedente BB+, ribadendo l'outlook negativo per possibili nuove bocciature. Secondo Fitch l'eventuale estensione delle scadenze dei bond di Atene sarebbe equiparata ad un default. Dopo la notizia i mercati hanno accelerato al ribasso e, in chiusura, a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto l'1,50% a 21.236 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dell'1,37% a quota 22.004. Il settore più colpito dalle vendite è stato quello bancario. Popolare di Milano ha ceduto il 4,15% a 2,03 euro, Unicredit il 3,80% a 1,569 euro, Intesa SanPaolo il 3,58% a 1,938 euro, Banco Popolare il 3,12% a 1,86 euro, Monte dei Paschi l'1,87% a 0,89 euro, Ubi Banca l'1,09% a 5,46 euro. Giovedì sera Intesa SanPaolo ha deciso il prezzo di emissione per l'aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Le nuove azioni saranno emesse a 1,369 euro, che equivale ad uno sconto sul TERP (Theoretical EX Right Price) del 24%. Verranno emesse 3,65 miliardi di nuove azioni ordinarie (in un rapporto di 2 nuove ogni 7 vecchie) che porteranno il numero totale di azioni a 16,43 miliardi. La ricapitalizzazione inizierà oggi e terminerà il prossimo 10 giugno. Fiat ha limitato i danni archiviando la seduta invariata a 6,96 euro. Venerdì mattina Cheuvreux ha alzato la raccomandazione sul Lingotto a outperform dal precedente underperform. Peggio l'altro titolo della galassia Agnelli: Fiat Industrial ha registrato un tonfo del 2,95% a 9,38 euro. Stm (-0,92% a 8,09 euro) tema di giornata: il core business continua a crescere a ritmi sostenuti (+21% nel primo trimestre 2011), mentre rimane aperta la sfida intorno alla joint venture con Ericsson, che nei primi tre mesi dell'anno ha riportato una perdita di 178 milioni di dollari. E' questa la fotografia attuale di Stm che, durante una presentazione a New York, ha confermato per ST-Ericsson il target di breakeven nel secondo trimestre del 2012 grazie al lancio di nuovi prodotti e alla crescita del segmento smartphone. Il management ha però sottolineato le difficoltà legate all'esposizione al cambio euro/dollaro e l'incertezza di breve termine per quanto riguarda il Giappone (4-5% dei ricavi).
Le Borse europee chiudono la seduta con il segno meno appesantite dal rallentamento dell'economia tedesca prospettato dalla Bundesbank e dal taglio del rating greco da parte dell'agenzia Fitch. A Parigi il Cac40 è sceso dello 0,91% a 3.990,8 punti, il Dax ha terminato in calo dell'1,24% a 7.266,8 e l'Ibex con un -1,45% si è portato a 10.226,6. Limita le perdite il Ftse100 che con un -0,13% si porta a 5.948,5 punti.
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