Dati di chiusura

Inviato da Flavia Scarano il Mer, 22/06/2011 - 08:59
La Borsa di Milano si è ripresa dopo il tonfo di lunedì in scia alla buona vena di Wall Street, con il Ftse Mib ritornato sopra quota 20.000 punti. I listini americani hanno sfruttato i dati sul mercato immobiliare Usa, secondo cui le vendite di case esistenti a maggio hanno registrato un calo del 3,8% a 4,81 milioni. Meglio delle attese che indicavano una flessione del 5%. Sul fronte greco, il governo di Atene ha affrontato ieri sera il voto di fiducia in Parlamento. La tranche di aiuti da 12 miliardi di euro per Atene arriverà solo dopo che il Parlamento greco avrà approvato il piano di austerity e il maxi piano di privatizzazioni. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato il 2,08% a 20.102 punti (massimo intraday), mentre il Ftse All Share è avanzato dell'1,99% a quota 20.830. Lottomatica regina del paniere principale con un balzo del 6% a 13,08 euro in scia alla notizia di lunedì del rinnovo per 5 anni fino al settembre 2018 del contratto per la gestione delle lotterie in Georgia. Acquisti sostenuti su Fiat Industrial (+4,09% a 8,77 euro) e Fiat Spa (+3,09% a 7,18 euro), che hanno beneficiato delle stime positive di Citigroup sul comparto delle quattro ruote. Bene anche Snam Rete Gas (+2,91% a 4,038 euro) dopo l'upgrade di Hsbc che ha portato la raccomandazione sulla controllata di Eni ad overweight dal precedente neutral, con target price alzato a 4,60 euro da 4 euro. Tante le storie di Borsa all'interno del comparto finanziario. Resta alta l'attenzione sulla Popolare di Milano (+0,68% a 1,639 euro) in attesa dell'assemblea di sabato che dovrà varare l'aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro e la modifica dello strike (da 6 a 2,7 euro) del prestito obbligazionario convertibile da 460 milioni. Ieri la Procura di Milano, come riportato da diverse agenzie di stampa, ha avviato un'inchiesta a carico di ignoti per insider trading dopo che il direttore generale della Banca Popolare di Milano, Enzo chiesa, ha presentato un esposto per fuga di notizie al quale era allegato il documento con l'esito dell'ispezione condotta da Bankitalia. Unicredit, che ha mostrato un progresso del 2,15% a 1,52 euro, ha beneficiato delle indiscrezioni riportate da Il Messaggero secondo cui al Cda potrebbe approdare una maxi cartolarizzazione di crediti in bonus per circa 14 miliardi di euro. Tutte in positivo anche le altre banche: Intesa SanPaolo ha guadagnato il 3,10% a 1,86 euro, Banco Popolare il 2,59% a 1,663 euro, Ubi Banca l'1,75% a 4,06 euro, Monte dei Paschi lo 0,60% a 0,586 euro. Dopo l'Italia, i big pubblici. Nel fine settimana Moody's ha avvertito il Belpaese, mettendo il giudizio Aa2 sotto osservazione (in review) per un possibile downgrade. Il rating di Roma potrebbe essere quindi tagliato nei prossimi 90 giorni poiché "il possibile incremento del costo del denaro nella zona euro, la debolezza strutturale e la rigidità del mercato del lavoro potrebbero minare la fragile ripresa dell'Italia". Di conseguenza, l'agenzia di valutazione ha messo sotto osservazione per un eventuale declassamento anche le principali società pubbliche nazionali: Eni, Enel, Finmeccanica, Terna e Poste. La Borsa, però, non sembra aver dato molto peso alle parole di Moody's, il cui giudizio "si concentrerà sull'esposizione al contesto macroeconomico e sui singoli profili di liquidità". E così Eni ha guadagnato il 2,23% a 16,07 euro, Terna lo 0,83% a 3,148 euro, Finmeccanica il 2,50% a 8,19 euro ed Enel lo 0,37% a 4,316 euro.
Chiusura in abbondante territorio positivo per i listini del Vecchio continente. A Londra il Ftse100 ha terminato la seduta in rialzo dell'1,44% a 5.775,31 punti, +1,89% per il tedesco Dax che sale a 7.285,5, +1,93% per l'Ibex a 10.231,9 e rialzo del 2,04% del francese Cac40 che si porta a 3.877,1.
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