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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha fatto registrare un altro tonfo appesantita soprattutto dalle vendite che hanno colpito il settore bancario-assicurativo. A tenere banco la querelle sul debito statunitense e la crisi senza fine della Grecia. Due mover che hanno avuto riflessi sia sul mercato obbligazionario sia sull’azionario. Oggi sarà da monitorare con attenzione l’emissione da parte del Tesoro di Buoni poliennali a dieci e tre anni. Ieri lo spread Btp-Bund è tornato a 310 punti base, in rialzo rispetto ai 285 punti della chiusura di martedì. Sul fronte Usa, oltre all’attesa per una decisione sull’innalzamento del tetto del debito, gli ordini di beni durevoli a giugno hanno messo a segno una flessione del 2,1% con gli analisti che avevano pronosticato +0,3%. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 2,81% a 18.494 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 2,65% a quota 19.206.

Girandole di vendite sul comparto bancario: Ubi Banca ha ceduto il 5,68% a 3,254 euro, Intesa SanPaolo il 5,13% a 1,57 euro, Unicredit il 4,30% a 1,224 euro, Mediobanca il 4,93% a 6,26 euro, Banco Popolare il 5,37% a 1,357 euro, Popolare di Milano il 3,49% a 1,467 euro. Male anche gli altri titoli finanziari: Azimut è arretrata del 3,85% a 5,62 euro, Fondiaria-Sai del 5,81% a 1,864 euro, Mediolanum il 3,99% a 2,694 euro, Generali il 3,25% a 13,40 euro. Impregilo (+1,41% a 2,02 euro) sotto i riflettori dopo l’uscita di alcune indiscrezioni secondo cui Marcello Gavio sarebbe pronto a fare un’offerta per rilevare la quota del 33% detenuta da Salvatore Ligresti in Igli per poi rigirarne metà ad Atlantia. In questo modo raggiungerebbe l’obiettivo di aumentare la propria posizione in Impregilo.
Pirelli (+1,20% a 7,18 euro) è scattata dopo aver archiviato il primo semestre in netto miglioramento rispetto all’anno scorso. L’utile netto consolidato è risultato essere pari a 168,8 milioni, più che raddoppiato rispetto ai 77 milioni a perimetro omogeneo registrati nell’analogo periodo del 2010.

Segno meno in chiusura di seduta per i listini del Vecchio continente. Il tedesco Dax ha terminato in calo dell’1,32% portandosi a 7.252,6 punti, rosso dell’1,23% per il Ftse100 a 5.856,6, -1,42% per il Cac40 a 3.734,1 e l’Ibex ha fatto peggio di tutti arretrando dell’1,93% a 9.643,3.

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