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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in deciso ribasso non confermando il mini ribalzo di giovedì. Il listino meneghino ha accelerato al ribasso dopo l’avvio in rosso di Wall Street, dove il Dow Jones è sceso sotto quota 12.000 punti. L’economia statunitense ripartirà nella seconda metà dell’anno anche se l’andamento della crescita sarà “dolorosamente lento”. E’ quanto dichiarato dal presidente della Fed di New York, William Dudley, che ha posto l’accento sui dati arrivati nelle ultime settimane “che hanno incrementato i rischi di un rallentamento della ripresa”. L’istituto centrale di Washington, secondo quanto riportato da Bloomberg, dovrebbe estendere la sua supervisione anche alle banche con asset sopra i 50 miliardi di dollari. Sul fronte europeo restano i timori legati al piano di riscadenzamento del debito greco. Nel frattempo, i Cds a 5 anni sulla Grecia hanno toccato il nuovo massimo storico a 1.556 punti. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto l’1,33% a 20.117 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dell’1,27% a quota 20.876. Ancora tensioni sulla Popolare di Milano che, dopo il rimbalzo di giovedì, ha mostrato una flessione del 3,46% a 1,644 euro. Secondo quanto riportato dalla stampa, gli Amici della Bpm sarebbero contrari all’innalzamento delle deleghe assembleari, caldeggiato da Bankitalia, da tre a cinque. Una questione delicata che sarà trattata nella prossima assemblea straordinaria, in programma il 25 giugno. Assemblea che dovrebbe dare anche il via libera al Cda per aumentare il capitale fino a 1,2 miliardi di euro. Nel resto del comparto bancario Intesa SanPaolo ha ceduto l’1,07% a 1,76 euro, Ubi Banca l’1,11% a 4,29 euro, Unicredit l’1% a 1,48 euro, Monte dei Paschi l’1,37% a 0,755 euro. In controtendenza il Banco Popolare che ha chiuso invariato a 1,589 euro, mentre Mediobanca (-1,82% a 7,02 euro) ha pagato il downgrade di Intermonte che ha tagliato la raccomandazione sull’istituto di piazzetta Cuccia a neutral da outperform, limando il target price a 8,1 euro dal precedente 9,2 euro. Oggi parte il roadshow a Londra di Fiat per il lancio di un bond, probabilmente da 1 miliardo di euro, per far fronte alle scadenze e mantenere un’elevata liquidità dopo i cash out per sostenere la salita in Chrysler. A Piazza Affari il titolo Fiat Spa ha lasciato sul parterre l’1,93% a 7,13 euro. Eni ha perso l’1,41% a 16,03 euro nel giorno della cessione alla Cassa Depositi e Prestiti della partecipazione (89%) detenuta nel gasdotto TAG (Trans Austria Gasleitung), la pipeline titolare dei diritti dei trasporto relativi al tratto austriaco del gasdotto che collega la Russia all’Italia. Venerdì mattina Rbs ha ritoccato leggermente al rialzo il target price del colosso petrolifero italiano a 20,5 euro dal precedente 20,4 euro. FonSai ha bruciato i guadagni della mattinata e ha archiviato la seduta con un ribasso dell’1,19% a 4,98 euro.
Chiusura in pesante territorio negativo per le borse europee, penalizzate nella seconda parte dalle vendite che stanno caratterizzando la seduta a Wall Street. A Parigi il Cac40 ha terminato in calo dell’1,9% a 3.805,1, -1,69% per l’Ibex a 9.950,8, -1,55% per il londinese Ftse100 che scende a 5.765,8 e rosso dell’1,25% per il Dax a 7.069,9.