Dati di chiusura

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 12/07/2011 - 08:52
Piazze finanziarie del Vecchio continente alle prese con il rischio di contagio della crisi del debito pubblico nella prima seduta settimanale. Il Cac40 francese ha chiuso in calo del 2,71% a 3,807 punti, il Dax tedesco è arretrato del 2,33% a quota 7.230, mentre lo Smi di Zurigo ha ceduto l'1,62% a 6.053 punti. Marcato anche il deprezzamento dell'euro, sceso sotto la soglia di 1,40 contro dollaro. Lunedì di paura soprattutto per la Borsa di Milano, costellato da una serie di sospensioni che hanno riguardato soprattutto il settore bancario. Le disposizioni approvate in fretta e furia dalla Consob domenica sera non hanno dato i frutti sperati. Un'ulteriore spinta verso il basso è giunta da Wall Street, che ha avviato gli scambi in negativo. Forti le preoccupazioni sul debito italiano: sembra non conoscere freni la corsa dello spread tra il Btp italiano a 10 anni e il suo corrispettivo tedesco (Bund). Ieri il differenziale ha raggiunto il record di 300 punti base, i massimi dall'introduzione dell'euro. Inoltre sempre ieri la quarta potenza mondiale nel settore del rating, la cinese Dagong, ha reso noto di aver posto sotto osservazione il merito di credito italiano per un possibile declassamento. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib è crollato del 3,96% toccando i 18.295 punti, (livelli di maggio 2010) mentre il Ftse All Share ha ceduto il 3,80% arrestandosi a quota 19.041. Crollo verticale per il comparto finanziario, con le banche che hanno segnato ribassi di oltre il 3 per cento. A spiccare in questa gara al ribasso Unicredit (-6,33% a 1,154 euro), nel giorno in cui la banca di Piazza Cordusio ha annunciato che confermerà il proprio 8,7% in Mediobanca al rinnovo del prossimo patto di sindacato. Giù anche Intesa SanPaolo (-7,74% a 1,526 euro), Bpm (-6,39 % a 1,435 euro) e Mediobanca (-4,28% a 6,15 euro). L'aumento di capitale da 2,15 miliardi di euro di Banca Mps (-4,48% a 0,492 euro) è stato sottoscritto al 99,91%.
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