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Dati di chiusura

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Ancora vendite sui listini europei. Nonostante un miglioramento nel pomeriggio in scia dell’andamento di Wall Street, le borse europee hanno tutte chiuso in netto territorio negativo. Il tedesco Dax ha terminato in calo del 2,19% a 5.480 punti, l’Ibex ha chiuso con un -2,11% scendendo a 8.141,9, il Cac40 ha registrato un calo dell’1,92% portandosi a 3.016,99 mentre a Londra il Ftse100 ha contenuto le perdite arretrando dell’1,01% a 5.040,76 punti. A Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 2,46% a 14.602 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 2,12% a quota 15.414. Le vendite hanno continuato a schiacciare i titoli della galassia Agnelli: Fiat Industrial ha ceduto il 6,40% a 5,70 euro, Fiat Spa il 4,30% a 4,144 euro, Exor il 3,72% a 14,75 euro. Gli investitori hanno ridotto la loro esposizione sul titolo Fiat soprattutto nelle ultime settimana quando sono arrivate notizie negative da Stati Uniti, India e Brasile. Per quanto riguarda il comparto bancario vendite diffuse su Intesa SanPaolo (-5,35% a 1,132 euro), Unicredit (-5,81% a 0,90 euro), Ubi Banca (-4,29% a 2,59 euro). Più contenuti i ribassi di Banco Popolare (-1,92% a 1,177 euro) e Monte dei Paschi (-2,31% a 0,44 euro), mentre la Popolare di Milano ha svettato sul paniere principale con un balzo del 3,20% a 1,58 euro. Terna ha mostrato un progresso dell’1,49% a 2,46 euro strappa dopo il crollo del’ultima settimana (-16%) dovuto soprattutto all’approvazione della manovra da 45 miliardi di euro del Governo. Equita ha annunciato di aver alzato il peso di Terna nel suo portafoglio perché “le notizie negative sono scontate e vi possono essere delle modifiche nella discussione al Senato”.