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Dati di chiusura

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Piazza Affari allunga la sequenza di sedute al ribasso colpita da un mix letale di scarsa fiducia verso le capacità della Grecia di sfuggire a un default, di rumor relativi a un downgrade al rating delle principali banche francesi e di un’impennata del rischio Italia evidenziato dal record storico dei cds e dalla salita fino a 382 punti base dello spread Btp/Bund. L’indice Ftse Mib ha chiuso in calo del 3,89% a 13.474 punti, poco distante dai minimi di giornata, mentre il Ftse All Share ha terminato le contrattazioni con una flessione del 3,24% a 14.429 punti.
A guidare la caduta della Borsa di Milano sono stati i titoli delle due principali banche italiane: Unicredit e Intesa Sanpaolo. Dopo una serie di sospensioni i due titoli hanno chiuso rispettivamente in calo del 10,91% a 0,6860 euro e del 9,54% a 0,8680 euro. Entrambi i titoli hanno pagato l’ondata di vendite partita da Parigi, dove a essere sotto scacco sono stati i titoli Société Générale, BNP Paribas e Credit Agricole, tutti in calo di oltre il 10% dopo che l’agenzia Bloomberg ha lanciato indiscrezioni di un prossimo taglio del rating dei 3 istituti da parte di Moody’s. I finanziari hanno scontato anche i sempre più forti dubbi sulle capacità della Grecia di evitare il default e l’aumento della percezione del rischio Italia da parte dei mercati finanziari. Non si è infatti fermato il processo di allargamento del differenziale di rendimento tra Btp decennale che ha toccato i 382,9 punti base, in rialzo di quasi 20 punti dai 363 punti base di venerdì.

I ribassi hanno tuttavia colpito trasversalmente tutti i comparti. Ventisette titoli sui quaranta compresi nel Ftse Mib hanno terminato la seduta con cali superiori ai due punti percentuali. In controtendenza la sola Stmicroelectronics (+0,48% a 4,21 euro), che ha beneficiato delle notizie provenienti dagli Stati Uniti, dove Broadcom ha annunciato l’acquisizione di Netlogic.

La settimana delle Piazza finanziarie europee si apre all’insegna delle vendite. A Londra il Ftse100 ha chiuso in calo dell’1,63% a 5.129,62 punti, il Dax ha terminato con un -2,27% a 5.072,33 e l’Ibex con un -3,41% si portato a 7.640,7. Fa peggio di tutti il listino francese, che penalizzato dal rischio-downgrade per i maggiori istituti di credito ha perso il 4,03% a 2.854,81.

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