Dati di chiusura

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Segno meno in chiusura di seduta per i listini del Vecchio continente. L’indice tedesco, il Dax, ha terminato in rosso di 1 punto percentuale portandosi a 5.193,97 punti, -1,13% per il Cac40 a 2.965,64 e -1,61% per lo spagnolo Ibex a 7.936,4. In controtendenza il londinese Ftse100, che con un +1,06% ha chiuso a 5.156,84 punti.
Piazza Affari chiude la terza seduta consecutiva in profondo rosso. Il Ftse Mib ha terminato la sessione con un calo dell’1,98% a 14.049 punti, sui minimi dal 17 marzo 2009, mentre il Ftse Mib ha ceduto l’1,97% a 14.901 punti.
Sul mercato italiano hanno tenuto banco anche ieri le tensioni sul debito pubblico in scia alla diffusione di rumor relativi a un possibile downgrade del rating italiano da parte di Fitch. Tensioni testimoniate da un nuovo allargamento dello spread Btp/Bund fino a 378 punti base.
Un dato migliore delle attese sull’Ism servizi Usa ha permesso solo di arginare parzialmente quello che ha rischiato di tramutarsi in un tracollo dei listini azionari. Attorno alle 15.00 il Ftse Mib aveva infatti raggiunto un minimo di giornata a 13.824 punti, con un calo che ha sfiorato i 3 punti percentuali, mentre si faceva largo una raffica di sospensioni per eccesso di volatilità.
A pagare in maniera più pesante il dazio alle incertezze sono stati i titoli della Galassia Agnelli e i bancari.
Exor è stato il peggior titolo di giornata (-6,52% a 13,77 euro), seguito da Fiat Industrial (-5,40% a 5,695 euro) e Unicredit (-4,45% a 0,795 euro). Il titolo di piazza Cordusio ha capeggiato la ritirata del settore, alle prese a livello europeo con le voci di imminenti necessità di ricapitalizzazione e con le previsioni di una minore redditivà dovuta a un contesto di tassi d’interesse bassi e economia in frenata. Mps ha così ceduto il 4,333% a 0,373 euro, Banca Popolare di Milano il 3,74% a 1,261 euro (sull’istituto hanno pesato anche le indiscrezioni riportate dal quotidiano Il Messaggero circa un possibile slittamento dei tempi previsti per l’aumento di capitale), Intesa Sanpaolo il 3,11% a 0,997 euro.
Tra i pochi i titoli positivi, spiccano con rialzi sopra l’1% Luxottica (+1,98% a 19,59 euro), Parmalat (+1,47% a 1,657 euro) ed Enel Green Power (+1,12% a 1,54 euro).

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