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Dati di chiusura

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Chiusura tutta in rosso per i listini europei. Il Dax ha terminato in calo di 3 punti percentuali (-2,98%) portandosi a 5.216,71 punti, rosso del 2,58% per il Ftse100 a 4.944,44, andamento simile per il Cac40, che con un
-2,61% ha chiuso a 2.850,55, e -1,54% per l’Ibex a 8.225,4.
La Borsa di Milano ha chiuso in deciso ribasso recuperando però terreno nel finale di seduta e il Ftse Mib si è
così allontanato dai minimi intraday toccati a 14.058 punti. Il newsflow non è dei migliori: stallo sugli aiuti
alla Grecia, grana Dexia e timori di un forte rallentamento economico globale. Goldman Sachs ha infatti tagliato le
sue stime sul Pil globale: +3,8% nel 2011 e +3,5% nel 2012, meno rispetto al +3,9% e +4,2% indicato in precedenza.
Le parole di Ben Bernanke hanno messo un freno alle vendite. Il governatore della Fed ha dichiarato che l’istituto centrale Usa è pronto ad agire e fare ulteriori passi a sostegno della ripresa economica. Bernanke si è detto però pessimista sulle prospettive del mercato del lavoro. Trichet, dopo aver assicurato che l’euro è una moneta credibile e solida, ha sottolineato la fragilità del sistema bancario. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 2,72% a 14.243 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 2,46% a quota 14.982.
Profondo rosso per la galassia Agnelli all’indomani dell’annuncio ufficiale dell’uscita delle due società da Confindustria che sarà effettivo a partire dal 1° gennaio 2012: Fiat Spa ha ceduto il 7,47% a 3,666 euro, mentre Fiat Industrial ha lasciato sul parterre l’8,46% a 4,888 euro. Vendite diffuse anche sul comparto bancario: Intesa SanPaolo ha ceduto il 6,19% a 1,107 euro, Monte dei Paschi il 5,22% a 0,39 euro, Unicredit il 4,50% a 0,742 euro, Ubi Banca il 2,86% a 2,72 euro, Banco Popolare il 3,97% a 1,21 euro. Popolare di Milano, dopo una mattinata trascorsa in territorio positivo, ha bruscamente cambiato rotta fino ad archiviare la seduta con un -5,57% a 1,66 euro. Impregilo ha svettato sul paniere principale con un balzo del 2,65% a 1,899 euro in scia ad un articolo del Sole secondo cui, dopo la chiusura di ieri della Borsa, Equita Sim avrebbe contattato alcuni investitori italiani per rilevare il 5% fuori mercato del capitale di Impregilo. Il potenziale compratore non sarebbe vicino ai soci di riferimento della società come Gavio, Benetton e Ligresti.

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