Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso peggiorando sul finale di seduta dopo che l’indice Ftse Mib si era spinto oltre i 14.800 punti. La giornata si era aperta con le vendite sulle piazze asiatiche, scivolate dopo la notizia della morte del leader nordcoreano Kim Jong-il.
Al Parlamento Ue Mario Draghi ha ribadito che il programma di acquisto bond della Bce non è infinito e che è necessaria l’accelerazione nell’attuazione del Fondo salva-Stati per allentare le pressioni su banche e obbligazioni governative. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto lo 0,16% a 14.548 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dello 0,19% a quota 15.258.

Contrastato il comparto bancario: Unicredit ha guadagnato il 2,20% a 0,696 euro, Mediobanca l’1,86% a 4,602 euro, Intesa SanPaolo lo 0,33% a 1,22 euro e Banco Popolare l’1,28% a 1,029 euro. Sono invece scivolati in territorio negativo Bpm (-2,99% a 0,292 euro), Mps (-2% a 0,254 euro), Ubi Banca (-1,01% a 3,142 euro). Impregilo ha mostrato un progresso dell’1,51% a 2,284 euro confermando il suo appeal speculativo. Male Fiat Spa (-2,10% a 3,36 euro). Le immatricolazioni della casa torinese a livello mondiale a novembre sono calate del 9% annuo di 13 mila unità, sottoperformando i mercati di riferimento che hanno mostrato una flessione del 2% rispetto all’anno scorso. Vendite su Mediaset, che ha archiviato la seduta con un ribasso del 3,18% a 1,977 euro.

Anche i listini nell’ultima mezz’ora di contrattazione sono risultati penalizzati dalle parole del n.1 dell’Eurotower. Segno più in chiusura di seduta per l’Ibex (+0,6%) e per il Cac40 (+0,06%) che hanno terminato rispettivamente a 8.253 ed a 2.974,2 punti; sotto la parità il Ftse100 (-0,41%) ed il Dax (-0,54%) a 5.364,99 ed a 5.670,71.

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