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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo per il terzo giorno consecutivo sfruttando al meglio i dati sul mercato del lavoro statunitense usciti nel primo pomeriggio. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,29% a 15.529 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dell’1,13% a quota 16.252.

Contrastato il comparto bancario dopo due giorni di acquisti sostenuti. Acquisti che sono proseguiti su Intesa SanPaolo (+3,23% a 1,277 euro), Popolare di Milano (+4,30% a 1,745 euro) e Unicredit (+4,18% a 0,86 euro), mentre Ubi Banca ha ceduto l’1% a 2,96 euro, Banco Popolare l’1,78% a 1,266 euro, Monte dei Paschi il 2% a 0,411 euro.

Brillante Eni (+3,49% a 14,54 euro) che ha confermato i target del business plan 2011-2014, che vedono una crescita media annua della produzione oil pari al 3%, ed ha spostato il focus sul continente africano. L’Ad Paolo Scaroni ha inoltre confermato che il giacimento Elephant in Libia non ha subito danni. Fondiaria-Sai è scivolata sul fondo del paniere principale di Piazza Affari con un ribasso del 4,38% a 1,682 euro all’indomani del profit warning. Il gruppo assicurativo ha dichiarato che il risultato netto previsto nel budget 2011 per un ammontare superiore a 50 milioni di euro non verrà raggiunto.

I principali indici azionari del Vecchio continente hanno chiuso la settimana in territorio positivo. Il Cac40 francese ha guadagnato lo 0,66% a 3.095 punti, il Dax di Francoforte lo 0,54% a 5.675 punti e il Ftse 100 britannico lo 0,23% a 5.303 punti. L’Eurostoxx 50 dei principali titoli dell’Eurozona ha archiviato le contrattazioni con un +0,91% a 2.269 punti. A livello settoriale le migliori performance sono venute dall’Oil & Gas (con il rispettivo indice Stoxx in rialzo del 2,07%) e dall’Automobiles & Parts (+1,69% lo Stoxx). In controtendenza gli stoxx settoriali di food & beverages, banche e telecomunicazioni, tutti con ribassi comunque inferiori al mezzo punto percentuale.