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Dati di chiusura

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Tonfo per la Borsa di Milano, dopo un temporaneo rialzo subito dopo il taglio dei tassi d’interesse dello 0,25% all’1% deciso dalla Bce. A pesare sulla virata la forte revisione al ribasso delle stime di crescita previste nell’Eurozona nel 2012 e annunciate dal governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi. Nuova fiammata per lo spread Btp-Bund: dopo una partenza in area 389 punti base il differenziale di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani con i tedeschi è salito a quota 439 punti base con il rendimento dei Btp decennali al 6,3%. E così a Piazza Affari il Ftse Mib è crollato sotto i 15 mila punti a quota 14.979,07 in calo del 4,29% e il Ftse All Share ha perso il 3,85 a 15.763,69 punti. Il comparto bancario ha pagato la mossa di Standard & Poor’s che ha deciso di mettere in credit watch con implicazioni negative il rating di alcune delle principali banche italiane tra cui: Unicredit (-7,20% a 0,747 euro), Intesa Sanpaolo (-8,92% a 1,184 euro), Monte dei Paschi di Siena (-9,15% a 0,265 euro), Ubi Banca (-7,12% a 3,132 euro), Mediobanca (-10,4% a 4,564 euro), Banco Popolare (-6,15% a 0,954 euro) e Banca Popolare di Milano (-6,28% a 0,280 euro). In netto ribasso Finmeccanica (-9,38% a 3,016 euro), in scia alla doppia bocciatura arrivata da due case d’affari Usa.Rossa anche Diasorin (-5% a 20,32 euro) ed Eni (-2,96% a 15,72 euro).

I listini europei chiudono la seduta in territorio negativo, in attesa della riunione dei capi di Stato e di governo europei chiamati a decidere sul futuro della moneta unica. A Francoforte il Dax è arretrato del 2,01% a 5.874 punti, il parigino Cac ha ceduto il 2,53% a 3.095 punti, in calo dell’1,14% a 5.483 punti il londinese Ftse100 mentre a Madrid l’Ibex ha terminato gli scambi in ribasso del 2,12% a 8.461 punti.