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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso in territorio negativo una seduta decisamente nervosa. Dopo un avvio in forte ribasso, il listino meneghino ha cambiato sentiment dopo l’uscita dei dati macro statunitensi con le vendite al dettaglio di ottobre che sono cresciute dello 0,5% (consensus fermo a +0,3%). Le vendite sono però tornate protagoniste nel finale di seduta. Resta alta la tensione sul mercato obbligazionario con lo spread tra il Btp italiano a dieci anni e il Bund tedesco che è tornato in area 530 punti base. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,08% a 15.297 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dell’1,01% a quota 16.080.

Giornata orribile per Finmeccanica. Il titolo del colosso pubblico, dopo essere stato sospeso più volte per eccesso di ribasso, ha archiviato la seduta con un tracollo del 20,3% a 3,574 euro. Per quanto riguarda il comparto bancario, Unicredit (-4,46% a 0,739 euro) ha trascorso un’altra seduta sotto pressione all’indomani dell’annuncio dell’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro e di una maxi perdita nel terzo trimestre per 10,6 miliardi dopo una pulizia di bilancio che ha comportato svalutazioni per 9,6 miliardi di euro. Sono finite in territorio negativo anche Intesa SanPaolo (-0,98% a 1,218 euro), Bpm (-4,23% a 0,346 euro) e Mps (-2,65% a 0,289 euro). Acquisti invece su Ubi Banca (+0,71% a 2,826 euro) e Banco Popolare (+0,39% a 1,02 euro).

Chiusura con il segno meno per i listini europei. A Parigi il Cac40 ha terminato in calo di quasi 2 punti percentuali (-1,92%) a 3.049,13 punti, rosso dell’1,61% per l’Ibex che scende a 8.237,6, -0,87% per il Dax a 5.933,14 e parità per il Ftse100 (-0,03%) a 5.517,44.