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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso ancora in territorio negativo. Il listino meneghino ha accelerato al ribasso dopo la revisione al ribasso del Pil Usa del terzo trimestre al +2% dal +2,5% della lettura flash. Gli analisti avevano pronosticato una lettura invariata. Dopo l’incontro con Barroso e Van Rompuy, Mario Monti ha dichiarato che il suo Governo andrà più a fondo nelle riforme strutturali. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,54% a 14.286 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dell’1,41% a quota 15.056.

Le vendite hanno colpito il settore bancario: Banco Popolare ha ceduto il 5,87% a 0,89 euro, Ubi Banca il 2,06% a 2,848 euro, Intesa SanPaolo il 2,43% a 1,122 euro, Mps il 3,30% a 0,26 euro. Male anche Unicredit (-4,17% a 0,70 euro). In decisa controtendenza la Bpm, che ha svettato sul paniere principale con un balzo del 9,97% a 0,286 euro all’indomani della decisione del Consiglio di gestione di convocare per il 22 dicembre l’assemblea degli obbligazionisti per rivedere i termini del bond convertendo “2009/2013 6,75%”. Finmeccanica (+0,27% a 3,01 euro) ha chiuso in territorio positivo dopo l’ennesimo tonfo registrato nella seduta di ieri in scia agli ultimi sviluppi del’inchiesta Enav. Nell’ultima settimana il titolo del colosso pubblico ha lasciato sul parterre circa 30 punti percentuali, mentre da inizio anno il tonfo è pari al 70%. Tra i titoli peggiori da segnalare Azimut (-6,31% a 5,49 euro) e Stmicroelectronics (-5,39% a 4,456 euro). Debole il settore oil con Eni in flessione dell’1,90% a 15 euro e Saipem giù dell’1,21% a 29,39 euro.

In ribasso i listini europei: l’Ibex ha chiuso in calo dell’1,45% portandosi a 7.904,9 punti, rosso dell’1,22% per il tedesco Dax che scende a 5.537,39, -0,84% del Cac40 a 2.870,68 e -0,3% del Ftse100 a 5.206,82.