Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo nonostante il downgrade di S&P sul Fondo salva-Stati europeo (EFSF) e l’allarme sulla situazione dell’Eurozona lanciato da Mario Draghi. A raffreddare gli entusiasmi ci ha pensato Fitch, che ha segnalato buone possibilità di declassamento del rating sovrano italiano entro la fine di gennaio. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,69% a 15.325 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dello 0,78% a quota 16.162. Unicredit ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 2,80% a 3,012 euro. Nel resto del comparto bancario Intesa SanPaolo ha guadagnato lo 0,72% a 1,265 euro, mentre sono scivolate in rosso Ubi Banca (-0,72% a 3,03 euro), Bpm (-2% a 0,308 euro), Mediobanca (-1,15% a 4,468 euro), Banco Popolare (-0,71% a 0,906 euro). Giù Mps (-0,75% a 0,211 euro) con gli analisti di Deutsche Bank che hanno abbassato la raccomandazione sull’istituto senese a hold dal precedente buy. Giornata positiva per i colossi pubblici dell’energia: Enel ha mostrato un progresso del 2,37% a 3,196 euro, mentre Eni ha guadagnato l’1,71% a 16,67 euro. Vendite diffuse su Mediaset (-2,38% a 2,13 euro) con gli analisti di Mediobanca che hanno rivisto al ribasso le stime 2011-2012 per la raccolta pubblicitaria sui canali free-to-air.

Chiusura tutta in territorio positivo per i listini del Vecchio continente. Il tedesco Dax ha terminato in rialzo dell’1,82% portandosi a 6.332,93 punti, +1,4% del Cac40 a 3.269,99, +1,01% per il listino spagnolo che sale a 8.535,3 mentre il londinese Ftse100 con un +0,65% ha terminato a 5.693,95.

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