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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in ribasso. Ieri è arrivata la scure di Fitch che ha declassato il rating di Atene a C dal precedente CCC, sottolineando come il default dello Stato ellenico è altamente probabile nel breve termine. Di conseguenza, lo spread Btp-Bund si è riportato sopra quota 350 punti base con il rendimento del bond decennale italiano che si è attestato al 5,51%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,92% a 16.557 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dello 0,72% a quota 17.583.

Finmeccanica è scivolata nelle ultime posizioni del paniere principale con un ribasso del 5,26% a 4,142 euro. Le vendite hanno colpito anche il comparto bancario: Bpm ha ceduto il 4,03% a 0,50 euro, Unicredit il 3,84% a 4,062 euro, Intesa SanPaolo il 3,08% a 1,481 euro, Ubi Banca il 3,09% a 3,70 euro, Banco Popolare l’1,68% a 1,465 euro. In decisa controtendenza Mps, che ha mostrato un progresso dell’1,60% a 0,399 euro. In positivo anche Mediobanca (+2,72% a 4,986 euro) che è uscita da sei mesi difficili con un utile netto in deciso calo per effetto di svalutazioni sui titoli in portafoglio per 269 milioni di euro. Piazzetta Cuccia ha superato però le attese degli analisti, che avevano ipotizzato una flessione più marcata dei profitti a 7 milioni di euro. In vetta al Ftse Mib è salita Generali (+4,12% a 12,39 euro) in scia alla promozione di BofA Merrill Lynch che ha portato il giudizio sulla compagnia assicurativa a neutral da underperform.

Chiusura sotto la parità per gli indici europei. A Londra il Ftse100 ha terminato in calo dello 0,2% a 5.916,55 punti, rosso di mezzo punto percentuale per il Cac40 (-0,52%) a 3.447,37, -0,93% del Dax a 6.843,87 e -1,26% dell’Ibex che scende a 8.657.