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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha archiviato in ribasso la prima seduta della settimana. A pesare maggiormente è stato il taglio delle stime sulla crescita economica cinese. Dal fronte europeo, da rilevare la nuova scure di Moody’s su Atene. L’agenzia Usa ha emesso un downgrade sui titoli di Stato greci portando il giudizio a C dal precedente Ca a causa delle ingenti perdite a cui andranno incontro i possessori di titoli di Stato. Il mercato obbligazionario è stato contraddistinto da una forte volatilità, con lo spread Btp-Bund che è oscillato tra 309 e 320 punti base. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib è arretrato dello 0,68% a 16.787 punti mentre il Ftse All Share si è attestato a 17.764 punti in flessione dello 0,62%.

Male il comparto bancario: Mediobanca ha ceduto l’1,88% a 4,97 euro, Bpm il 2,10% a 0,513 euro, Ubi Banca l’1,32% a 3,592 euro. In rosso anche Unicredit (-0,68% a 4,092 euro). Intesa Sanpaolo (-0,66% a 1,50 euro) su un possibile mancato pagamento del dividendo. Compagnia San Paolo, Cariparo e Cariplo dovranno attendere il prossimo 15 marzo data in cui si riunirà il board di Ca’ de Sass. In controtendenza Mps che ha chiuso gli scambi in rialzo dello 0,28% a 0,424 euro. Fiat (-0,86% a 4,612 euro) ha fatto sapere che non esiste un piano relativo alla chiusura di stabilimenti in Italia. Vendite su Finmeccanica che ha lasciato sul parterre il 2,91% a 3,742 euro.
L’ottava dei listini europei inizia sotto la parità. A Parigi il Cac40 ha terminato in calo dello 0,39% a 3.487,54 punti, -0,61% per il Ftse100 a 5.874,82, -0,79% del Dax a 6.866,46 e rosso dell’1,28% dell’Ibex a 8.453,5.