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Dati di chiusura

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo nonostante ieri notte Moody’s abbia declassato nove Paesi europei, tra cui l’Italia. Sono arrivati nuovi riscontri positivi dall’asta di titoli di Stato tenuta oggi dal Tesoro che ha allocato Btp per 6 miliardi al massimo del range indicativo che era tra 3,75 e 6 miliardi. Nel pomeriggio le vendite al dettaglio Usa di gennaio sono cresciute dello 0,4%, peggio delle attese degli analisti. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,47% a 16.445 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dello 0,37% a quota 17.445. Parmalat ha svettato sul paniere principale con un balzo del 6,34% a 1,695 euro in scia alle solite voci di delisting che erano però state smentite nei giorni scorsi dall’azionista di controllo, la francese Lactalis. Buona performance delle controllate di Eni: Saipem ha guadagnato il 2,40% a 37,55 euro, mentre Snam è avanzata dell’1,70% a 3,584 euro. Tonfo di Lottomatica che è scivolata sul fondo del paniere principale con un ribasso del 5,83% a 12,93 euro. Debole il comparto bancario: Bpm ha ceduto il 3,03% a 0,441 euro,Mps l’1,93% a 0,304 euro, Intesa SanPaolo lo 0,54% a 1,483 euro, Ubi Banca lo 0,70% a 3,706 euro. In controtendenza il Banco Popolare che ha mostrato un rialzo dell’1,16% a 1,393 euro e Unicredit (+0,20% a 4,072 euro).

Chiusura sotto la parità per i listini europei. Dopo una prima parte con il segno più, nel corso della seconda parte l’intonazione delle borse del Vecchio continente è peggiorata in scia delle indicazioni sotto le stime arrivate dai dati macro statunitensi. A Parigi il Cac40 ha chiuso in calo dello 0,26% a 3.375,64 punti, -0,19% per l’Ibex che scende a 8.771,9, rosso dello 0,15% del Dax a 6.728,19 e -0,1% per il Ftse100 a 5.899,87.