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Dati di chiusura

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Seduta estremamente volatile per la Borsa di Milano che era partita male in scia al downgrade di Moody’s su 15 colossi bancari internazionali. Il listino meneghino si è ripreso accelerando nel primo pomeriggio e sfiorando quota 14.000 punti. Una ripresa favorita dalla notizia che la Banca centrale europea ha deciso di allentare le condizioni per i collaterali che vengono richiesti dall’Eurotower agli istituti di credito per accedere ai fondi. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,65% a 13.662,8 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dello 0,68% a 14.612,91. Il Monte dei Paschi ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 6,23% a 0,2166 euro. Contrastato il resto del comparto bancario: Popolare di Milano ha guadagnato il 3,47% a 0,3787 euro, Mediobanca il 2,55% a 3,38 euro, Banco Popolare lo 0,1% a 1,013 euro. In rosso Ubi Banca (-0,84% a 2,608 euro), Intesa SanPaolo (-1,14% a 1,037 euro), Unicredit (-0,59% a 2,686 euro). Impregilo dopo un avvio promettente ha virato in territorio negativo chiudendo in calo del 2,38% a 3,53 euro. Tra i titoli peggiori sul Ftse Mib da segnalare Saipem (-3,94% a 31,98 euro) e Mediolanum (-2,56% a 2,662 euro). Fiat (-0,41% a 3,892 euro) è finita sotto i riflettori di Goldman Sachs. “Nonostante le perdite operative in Europa e l’attuale incapacità di accedere alla liquidità di Chrysler, continuiamo a ritenere Fiat una delle più interessanti e attraenti storie di Borsa all’interno del comparto automotive europeo”, hanno scritto gli analisti della banca Usa.

Giornata altalenante per i listini europei. Nell’ultima seduta dell’ottava il parigino Cac40 ha terminato in rosso dello 0,75% a 3.090,9 punti, -0,95% per il Ftse100 che si porta a 5.513,69 e -1,26% del Dax a 6.263,25. In controtendenza l’Ibex, salito dell’1,52% a 6.876,3.