Dargnat (BNP Paribas AM): spiragli di ottimismo sull'Eurozona

Inviato da Marco Berton il Gio, 05/07/2012 - 11:34

E' una visione moderatamente positiva sul futuro dell'Eurozona quella di Christian DargnatCEO mondiale di BNP Paribas Asset Management, che in occasione di un incontro con la stampa nazionale ha fatto il punto della situazione sulle diverse aree geografiche mondiali e sulle singole asset class evidenziandone potenzialità e limiti per l'investitore interessato agli investimenti di medio/lungo termine.

Spiragli di ottimismo per l'Eurozona

Il summit dei leader europei di venerdì scorso ha rappresentato un decisivo punto di svolta, almeno dal punto di vista degli investitori istituzionali fornendo risposte innovative e convincenti su come verranno affrontate le problematiche del Vecchio continente. 

Secondo Dargnat la crisi dell'Eurozona ha più matrici: oltre alle problematiche relative al debito sovrano, il tessuto economico continentale si deve scontrare con la perdurante mancanza di competitività delle imprese, con problemi di governance e con un sistema bancario troppo poco integrato.

I rimedi sono da ricercarsi in una maggiore coesione tra i vari Paesi europei soprattutto a livello fiscale. Un decisivo passo in questa direzione, suggerisce l'esperto, potrebbe essere quello di far diventare la Banca Centrale Europea un prestatore di ultimo istanza a garanzia dei singoli Stati. Secondo il Ceo, dato per scontato un taglio dei tassi da parte della Bce nella riunione odierna, gli operatori si concentreranno ora sulla riunione del prossimo 9 luglio quando verranno diffusi i dettagli tecnici delle decisioni diramate settimana scorsa.


Indispensabile una maggiore integrazione continentale

Uno dei pilastri basilari su cui fondare una crescita sostenibile, secondo Dargnat è rappresentato da una supervisione europea sul sistema bancario. L'esperienza greca e le problematiche delle piccole banche spagnole dimostra come sia oramai indispensabile accelerare il processo di mutualizzazione del debito, magari da attuarsi tramite l'introduzione degli Euro Bills. Se l'Eurozona dovesse implodere, ha sottolineato Dargnat, tutti noi cittadini europei saremmo costretti a pagare un conto molto salato anche se il costo più oneroso, con tutta probabilità, sarebbe sostenuto proprio dalla Germania che genera nella zona euro oltre i due terzi del proprio fatturato.

 

Il peggio dovrebbe essere oramai alle spalle

Non si può chiaramente dire che tutti i problemi siano risolti. Secondo l'esperto, però, il pessimismo che ha investito l'intera Eurozona ed in particolare i Paesi periferici dovrebbe aver superato il proprio picco massimo. Per questo le decisioni di asset allocation degli investitori, istituzionali e privati, dovrebbero tenere presente questo mutamento di scenario.
La crescita resterà probabilmente debole per molto tempo, e non sono nella zona euro; di conseguenza gran parte degli investitori non potranno che restare in attesa di indicazioni più precise prima di tornare con convinzione sul mercato.


Obbligazioni: meglio alleggerire il peso della Germania

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario BNP Paribas AM rimane sottopesata di Bund visto che a medio termine i tassi tedeschi dovranno con tutta probabilità rialzarsi. Interessanti occasioni di acquisto sono state invece evidenziate sul mercato spagnolo e, con maggiore convinzione, su quello italiano dove la strategia è buy and hold: "Siamo fiduciosi sull'Italia, a questi livelli è interessante acquistare Btp se si è investitori di lungo termine", ha detto Dargnat.

Puntare sullo stock piking preferendo le azioni esposte sui mercati emergenti

Il mercato azionario presenta interessanti prezzi se analizzati in termini di valori storici e prospettici. I ratio dividend/yield e il price/earning (vedi tabella) sono però basati su previsioni di crescita degli ultimi forse troppo ottimistiche (10,9% nel 2012, e 13,2% nel 2013). Secondo Dargnat quindi è ancora troppo presto per entrare indiscriminatamente sul mercato azionario. E' preferibile mantenere un approccio cauto sull'equity preferendo piuttosto le strategie di stock picking, in particolare sulle aziende particolarmente esposte sui mercati emergenti.

 

Usa ancora interessanti, ma attenzione al fiscal cliff

Gli Stati Uniti rimangono un Paese interessante dove rivolgere i propri investimenti. Nel Paese è infatti iniziato un processo di re-industrializzazione che ha consentito di tagliare parte dell'imponente deficit registrato a livello di bilancia commerciale, soprattutto nei confronti della Cina.

Secondo Dargnat, però, nel secondo semestre di quest'anno i flussi di investimento potrebbero iniziare ad abbandonare gli Stati Uniti per tornare nel Vecchio Continente. Gli Usa dovranno infatti presto affrontare la problematica del "fiscal cliff". Senza un intervento correttivo del legislatore, a fine anno entreranno in vigore aumenti dell'imposizione fiscale e tagli automatici della spesa pubblica che avrebbero un impatto significativo sul Pil. Secondo alcune analisi, la riduzione della ricchezza prodotta nel Paese potrebbe raggiungere il 4% nella prima metà del 2013.
Per questo, secondo Dargnat, potrebbe essere venuto il momento di alleggerire le posizioni su Wall Street a favore di azioni dell'area euro.


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