Dalla presentazione budget India arrivano segnali positivi

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 15/07/2014 - 16:20

Di seguito pubblichiamo un commento di
mercato a cura di Craig Botham, Emerging Markets Economist di Schroders. Nel
suo focus l'esperto prende in considerazione il budget dell'India. A suo avviso
il nuovo budget include numerosi impegni a favore di una maggiore spesa per
infrastrutture e di una soluzione ai 'colli di bottiglia' che hanno
caratterizzato negli ultimi anni l'economia asiatica. Se dunque le
politiche annunciate vadano nella giusta direzione, ora Botham spera che il
primo ministro Modi si dimostri bravo nell'attuazione delle riforme a livello
nazionale.







Complessivamente, il discorso sul
budget pronunciato giovedì scorso dal ministro delle Finanze indiano, Arun
Jaitley, è stato positivo. Tuttavia, le attese erano estremamente elevate e i
mercati sono stati per certi versi delusi. Nonostante ciò, a nostro avviso ci
sono molti punti che fanno ben sperare, tra quelli enunciati da Jaitley.


L'impegno del Governo
relativamente alla Tassa sui Beni e sui Servizi è stato ribadito, con
l'obiettivo di trovare una soluzione già quest'anno. Come detto in passato,
questo punto è essenziale per il quadro fiscale dell'India. Inoltre, il
ministro delle Finanze ha sottolineato che il Governo mira a un deficit/PIL del
4,1% nel 2014. Anche questo elemento è positivo, ma siamo più prudenti sui
presupposti di tale affermazioni. Sebbene non siano state apportate
modifiche alle stime sulla crescita del PIL, il Governo ha cambiato quelle
sulla crescita delle entrate, ora prevista al 15,% rispetto al 13,4% atteso sei
mesi fa. Nel frattempo, la spesa per sussidi è messa in bilancio con un calo
dello 0,3% del PIL, ma non sono specificati i dettagli su come tale risultato sarà
raggiunto. Il nostro timore al riguardo è che, nel caso queste stime non si
realizzassero, l'obiettivo sul deficit sarà centrato tramite tagli alla spesa
capitale, come spesso è accaduto in India.


Tuttavia, il nuovo budget include
numerosi impegni a favore di una maggiore spesa per infrastrutture e di una
soluzione ai 'colli di bottiglia' relativamente a strade e porti, carbone e
miniere. Anche in questo caso, i dettagli sono vaghi ma, dati i risultati
ottenuti dal primo ministro Modi nell'affrontare le lungaggini burocratiche
nella sua precedente esperienza a Gujarat, siamo cautamente ottimisti sulla
possibilità di risoluzione efficace di questi problemi. Inoltre, i tetti sugli
investimenti diretti esteri sono stati aumentati al 49% sia nel settore delle
assicurazioni sia nella difesa: si tratta di un altro passo incoraggiante per
un'economia in assoluta necessità di maggiori afflussi di capitale. Siamo poi
rincuorati dalle misure volte a sviluppare un quadro regolamentare per i casi
di bancarotta di piccole e medie imprese - la Banca Mondiale attualmente
posiziona l'India al 121° posto su 189 Paesi in materia di gestione delle
bancarotte, così come dai piani per incentivare i prestiti a sostegno dei
progetti infrastrutturali di lungo termine e dell'ottimizzazione dei corridoi
industriali.


Una misura che sembra essere
deludente è quella relativa alla tassazione retroattiva. Sebbene il ministro
Jaitley abbia spiegato che il Governo cercherà di limitare gli accordi in tal
senso, non li ha esclusi del tutto. Così facendo, le società straniere che
puntano a investire nel Paese non possono essere del tutto tranquille.

In conclusione, nessuno pensava che l'economia indiana
sarebbe stata riformata e rinvigorita da un solo budget; il fatto che le
politiche annunciate vadano nella giusta direzione ci incoraggia. Speriamo ora
che il primo ministro Modi si dimostri bravo nell'attuazione delle riforme a
livello nazionale quanto lo è stato nel caso di Gujarat.
COMMENTA LA NOTIZIA