Dalla Cina nuovi segnali di forza, pagano dazio dollaro e yen

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La buona intonazione dei mercati azionari in scia ai forti dati economici arrivati oggi dalla Cina sta penalizzando le valute rifugio, dollaro e yen. Alle 10.05 il cross euro/dollaro viaggia a quota 1,5032 sui massimi delle ultime 2 settimane (toccato un top intraday a 1,5044). Il cross euro/yen è invece a quota 135,02 (+0,39%).

A ottobre la produzione industriale cinese risulta in rialzo del 16,1% rispetto ai livelli dell’ottobre 2008. Si tratta del rialzo più consistente dal marzo 2008. Battute le attese che erano di un rialzo del 15,5%. Forte crescita anche per le vendite al dettaglio, +16,2% tendenziale rispetto al +15,2% atteso. Gli investimenti fissi sono cresciuti del 33,1%. Tra gli altri dati snocciolati oggi da Pechino spicca poi il surplus della bilancia commerciale salito a ottobre a 23,99 miliardi di dollari, in aumento dai 12,9 mld del mese precedente. Le esportazioni risultano in flessione del 13,8% a/a dal -15,2% precedente, mentre le importazioni risultano in calo del 6,4% a/a dal -3,5% precedente.
La Banca centrale cinese, nel suo report trimestrale di politica monetaria, ha rimarcato come la crescita cinese si stia mantenendo “stabile e relativamente veloce” grazie agli stimoli economici varati dal governo cinese. La Banca centrale cinese ha comunque rimarcato come permane una certa incertezza sul recupero economico a livello globale a causa dell’elevata disoccupazione e dell’aumento dei deficit fiscali. Sull’argomento si è espresso oggi anche il segretario al Tesoro statunitense, Timothy Geithner, che in un’intervista rilasciata oggi a una TV giapponese ha rimarcato come “siamo all’inizio della ripresa con ancora molti problemi da risolvere. Geithner ha sottolineato soprattutto l’elevato tasso di disoccupazione degli usa, che sta ancora salendo.

Oggi giornata scarna di dati macroeconomici. Da oltremanica in arrivo alle 10.30 le richieste di sussidi disoccupazione a settembre (precedente +0,5% m/m) e alle 11.30 la pubblicazione dell’inflation report della Bank of England. Infine a metà giornata il consueto indice Mba su richieste mutui negli Usa.