Dall'immigrazione la marcia in più alle pensioni degli italiani

Inviato da Redazione il Gio, 03/12/2009 - 16:18
Mentre in Italia non si arresta l'ascesa del tasso di disoccupazione, che secondo l'ultimo aggiornamento Istat relativo a ottobre è salito all'8% con quella giovanile salita dal 26,9%, l'occupazione straniera continua la sua costante crescita. In dieci anni risulta più che raddoppiata arrivando a più di due milioni di persone. Tendenza che non manca di avere le sue ricadute anche a livello demografico. Infatti i lavoratori stranieri sono molto generalmente molto più giovani dei colleghi italiani: 31 anni in media. Quali sono le ricadute a livello pensionistico? La legge non prevede per gli stranieri al ricezione della pensione o il riscatto dei contributi prima dei sessantacinque anni di età. La somma dei due fattori porta indirettamente a ripercussioni positive sui conti del sistema pensionistico italiano.
L'Inps ha approvato le nuove previsioni di bilancio 2009 con un avanzo stimato, nonostante la crisi, di 5,9 miliardi di euro. Dato positivo che si sussegue ormai da diversi anni con un avanzo a consuntivo di due miliardi nel 2005 e stabilizzatosi nel 2007 e 2008 con un avanzo di circa 6,9 miliardi in ciascuno dei due anni. Il fattore immigrati è sicuramente uno dei principali fattori che ha portato vantaggi ai bilanci dell'Inps, insieme al graduale recupero dell'evasione contributiva, all'aumento delle aliquote per alcune categorie e all'attivo del fondo dei lavoratori subordinati. "Su tutte però l'apporto degli immigrati appare il fattore più rilevante proprio perché rappresenta il fatto nuovo e più significativo dell'ultimo decennio in termini di crescita degli occupati e dei relativi contributi previdenziali, in grado di spiegare, quasi da solo, accanto all'aumento delle aliquote, il mutamento nei conti economici dell'Inps", rimarca Andrea Stuppini, rappresentante delle Regioni nel Comitato tecnico nazionale sull'immigrazione.
La vera occupazione aggiuntiva, come ha notato recentemente anche la Banca d'Italia, è quella che arriva dagli immigrati: tra il 2004 ed il 2008 la rilevazioni trimestrali dell'Istat misurano un aumento di un milione esatto di posti di lavoro, da 22,4 milioni a 23,4. Sulla base delle quattro banche dati Inps e dei relativi redditi lordi, rimarca Stuppini in un suo contributo pubblicato da Lavoce.info, si può stimare che i contributi previdenziali versati dai lavoratori stranieri e dai loro datori di lavoro, attraverso l'aliquota complessiva del 33 per cento, siano passati da circa 2,5 miliardi all'inizio del decennio a circa 6,5 miliardi nel 2008, circa il 4 per cento del totale.
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