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Dall’Euribor i dubbi sulla svolta del mercato

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E’ stata una vera sterzata quella cha ha portato i mercati europei a chiudere la seduta di ieri con rialzi vicini ai 3 punti percentuali e Wall Street a mettere a segno la miglior partenza di trimestre degli ultimi 70 anni?


Dai minimi il Dax tedesco ha finora recuperato il 9%, così come ha fatto lo statunitense S&P500 dai livelli toccati il 17 marzo scorso, pur restando ancora sotto del 13% rispetto ai massimi dell’anno scorso.

Alcuni operatori hanno parlato di un allentamento della crisi grazie alle ricapitalizzazioni varate da Ubs e Lehman Brothers e anche della probabilità che il peggio della crisi del credito si trovi già alle spalle.


Significativo però è l’andamento dei tassi interbancari Libor ed Euribor, che segnalano il prezzo a cui le banche sono disposte a prestarsi capitali fra loro. L’Euribor in particolare si trova oggi al 4,73%, con un tasso refi al 4%, nettamente più in basso. L’Euribor era salito più in alto solo a fine anno (vedi grafico) per poi scendere a febbraio al 4,3%.   

 

                           

                                   (fonte Bloomberg)

 

“E’ un chiaro messaggio di tensione perché le banche sanno cosa hanno in bilancio le altre”, spiega un operatore contattato da Finanza.com. “Certo – prosegue – il salvataggio di Bear Stearns ha definito una linea oltre la quale non si va e quello che è successo a Bear non potrà succedere ad altri, ma ciò non vuol dire che le banche siano a posto”.


 


Parlare di scenari rosei è prematuro anche per Luca Noto, gestore di Mps Asset Management. “Si tratta – dice – di un rimbalzo di un bear market. Sono stati smussati gli eccessi, si era scesi troppo. Il timore resta sui dati macro, con un trend dell’economia che resta orientato verso il basso. Inoltre dobbiamo ancora vedere una revisione dell’outlook sui  profitti”. Qualche segnale di sollievo si è comunque visto almeno su alcuni dei mercati in precedenza bloccati: “Negli ultimi 2 giorni c’è stata una ripresa dei mercati su titoli quali gli Asset backed securities” ma “il problema della liquidità è solo parzialmente risolto, mentre il ciclo di default può essere solo all’inizio”. Gli interventi della Federal Reserve quindi hanno colto nel segno per chiudere i dubbi su liquidità e solvibilità, ma, pare di capire, da qui in avanti il focus sulle banche si sposterà dalla liquidità alla capacità di fare profitti.