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Dall’analisi dei cicli buone notizie per gli investitori di lungo termine

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Globalizzazione e cambiamenti demografici potrebbero essere alla base del prossimo ciclo di prosperità. E’ quanto emerge da un’analisi di Allianz Global Investors di cui riportiamo di seguito ampi stralci.


A partire dall’invenzione del motore a vapore fino ad arrivare all’avvento di internet, negli ultimi 200 anni l’economia mondiale ha attraversato cinque grandi cicli economici caratterizzati da un lungo
periodo di prosperità, generalmente terminato con una grave crisi.
Secondo Tomaso Giorgetti – Responsabile della branch italiana di Allianz Global Investors Europe -, la recente crisi finanziaria potrebbe quindi aver segnato la fine del quinto e la nascita del sesto ciclo di prosperità.
In questo scenario, saranno dunque la globalizzazione e i cambiamenti demografici i mega-trend che ,guideranno il lato della domanda, mentre l’innovazione tecnologica legata alle biotecnologie, le nuove fonti energetiche più rispettose dell’ambiente e la sempre maggiore importanza alla salute e al benessere, giocheranno un ruolo decisivo dal lato dell’offerta.

I cicli di Kondratieff


L’analisi dei cicli economici di lungo termine è alla base della teoria dell’economista russo Nikolai Kondratieff che ha osservato le fluttuazioni economiche di lungo termine, classificandole in cicli dai 40 ai 60 anni, chiamati appunto i cicli di Kondratieff. Secondo questa teoria, ciascuno di questi cicli inizia con una dirompente innovazione tecnologica che traina il conseguente prolungato ciclo di prosperità economica. Infatti, a partire dalla rivoluzione industriale del diciottesimo secolo, l’economia mondiale è passata attraverso cinque differenti cicli, l’ultimo dei quali connesso alla diffusione informatica e all’avvento di internet.


Le crisi accelerano i cambiamenti strutturali nell’economia


Kondratieff ha identificato quattro caratteristiche comuni a tutti i precedenti cicli economici che, attraverso un’attenta analisi, possono essere applicate anche all’attuale crisi economica e finanziaria:


1. L’innovazione derivante dall’utilizzo del computer è arrivata ad un livello di maturità e l’utilizzo di internet ha già raggiunto una considerevole penetrazione.
2. Fino all’esplosione della crisi del 2007, l’economia mondiale è stata contraddistinta da uno sbilanciamento del settore finanziario rispetto all’economia reale.
3. Il risultato è stato che da una crisi finanziaria si è passati ad una crisi economica su scala globale, così come non accadeva dagli anni Trenta.
4. La crisi ha provocato una più attenta e articolata regolamentazione dei sistemi finanziari a livello globale che hanno posto le basi per impostare un sistema economico più solido e responsabile.


La globalizzazione e i cambiamenti demografici sono i protagonisti di questo nuovo ciclo


I due candidati ad avere un ruolo da protagonisti nel sesto ciclo Kondratieff, che andranno a modificare sostanzialmente il lato della domanda, sono la globalizzazione e i cambiamenti demografici. Infatti, anche se le implicazioni di questi due fattori si sono già fatte sentire negli ultimi anni, le conseguenze di vasta portata si vedranno solo nel decennio che sta iniziando. Grazie ai benefici della globalizzazione il commercio mondiale si è quadruplicato dal 1987 ad oggi contro un prodotto interno lordo che nello stesso periodo è cresciuto di sole due volte. Il cambiamento demografico assume due aspetti contrapposti: la popolazione globale nel 2050 dovrebbe crescere del 40% fino a 9 miliardi di persone ma, mentre nei Paesi industrializzati si ridurrà e invecchierà, nei mercati emergenti – al contrario – la popolazione continuerà a crescere e a rimanere relativamente giovane. La base del nuovo ciclo è ormai impostata Mentre nel precedente ciclo di Kondratieff l’affermarsi della tecnologia informatica ha portato ad un notevole aumento della produttività, la chiave per sostenere il prossimo ciclo economico sarà rappresentata da una nuova attenzione da parte dei consumatori nei confronti dell’ambiente, della biotecnologia e della salute, vista non più come condizione ma come una risorsa. Sebbene questa fase transitoria potrà perdurare ancora per qualche tempo e l’assegnazione dei ruoli non sia ancora stata dettagliatamente definita, la base per il sesto ciclo di Kondratieff sembra essere definita. La bolla legata ai titoli tecnologici ed i recenti sconvolgimenti dei mercati, avvenuti in rapida successione, potrebbero dunque aver segnato l’inizio di un nuovo ciclo economico. “Per gli investitori di lungo termine potrebbe perciò valere la pena “saltare sul carro” del sesto ciclo di Kondratieff, afferma Tomaso Giorgetti – Responsabile della branch italiana di Allianz Global Investors Europe.