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Dalio, Bridgewater: l’hedge fund contro l’Italia incrementa del 575% puntata su questo asset

Tante sono state le puntate, nel corso del terzo trimestre di quest’anno, che hanno portato Bridgewater a diventare l’ottavo principale detentore di questo strumento finanziario.

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Bridgewater Associates, l’hedge fund numero al mondo gestito da Ray Dalio che sta scommettendo contro l’Italia, ha scelto l’asset su cui puntare aggressivamente: l’oro. O meglio, il paper gold.

Tante sono state le puntate, nel corso del terzo trimestre di quest’anno, da portare Bridgewater a diventare l’ottavo principale detentore del paper gold, noto con la sigla GLD. E’ sufficiente citare la cifra “monstre” del 575% per capire quanto il gestore abbia deciso di incrementare la propria scommessa.

A tal proposito, è importante segnalare che il paper gold è un certificato che sostituisce l’oro fisico.

Il detentore di tale carta non possiede il metallo, quanto piuttosto la promessa a ricevere oro fisico. Ciò significa che chi detiene tali strumenti finanziari è il creditore dell’azienda che emette il paper gold, ed è soggetto di conseguenza a rischi di controparte. Diversa è la situazione di chi possiede oro fisico, che non è soggetto  al rischio di controparte e ha il pieno controllo dell’asset.

Tornando a Dalio, stando ai dati emersi in via ufficiale dal Form 13F della Sec, dopo aver accumulato posizioni negli EM ETF VWO e EEM, ovvero sul Vanguard Emerging Markets Stock Index Fund (VWO per l’appunto) e sull’iShares MSCI Emerging Markets Indx, per valori rispettivamente pari a $3,8 miliardi e $2,9 miliardi, così come dopo aver puntato $1,3 miliardi nel SPY ETF, Bridgewater ha costruito una posizione sul GLD, appunto sul paper gold, acquistando 3,894 milioni di certificati, per un valore di $473 milioni.

L’interesse di Dalio per l’oro e gli ETF a esso collegati era emerso più volte negli ultimi mesi, quando il fondatore dell’hedge fund aveva posto sempre di più l’accento sui rischi politici. In un post su LinkedIn aveva scritto ad agosto:

“I rischi che stanno emergendo sembrano più politici che economici, ed è molto difficile riuscire a prezzarli”.

Per questo motivo, il gestore aveva raccomandato agli investitori di allocare il 5-10% del loro portafoglio in oro.

“Possiamo dire anche che, se le cose peggiorassero l’oro (più che qualsiasi altro asset rifugio come il dollaro, lo yen, e i Treasuries), ne beneficerebbe”.

Dalio aveva citato in quell’occasione l’escalation delle tensioni geopolitiche tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Corea del Nord di Kim Jong-un.

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