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Dai G7 stimoli all’economia e regole comuni per i mercati

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L’incontro dei ministri finanziari dei paesi del G7 che si è concluso ieri in Canada ha permesso di fare il punto sulla situazione economica attuale senza però giungere a qualcosa di concreto.


Al termine dell’incontro non è stato rilasciato un comunicato ufficiale ma i rappresentati dei governi hanno confermato l’intenzione di mantenere gli stimoli alle rispettive economie.
“Siamo impegnati a mantenere il sostegno alle nostre economie fino a che non ci sarà una forte ripresa”, ha osservato il cancelliere dello scacchiere Alistair Darling: “Siamo convinti di andare nella giusta direzione, ma restiamo cauti”. Sulla stessa linea e anche più deciso il segretario di Stato al Tesoro americano: “Dobbiamo assicurarci – ha detto Timothy Geithner – che non comprometteremo la ripresa”. Nel corso del vertice è stata anche discussa l’opportunità di chiedere più flessibilità sui cambi delle valute alle grandi economie avanzate, così come un possibile contributo del settore bancario a sostenere i costi determinati dalla crisi economica globale.

Il G7 ha ribadito anche l’impegno a mettere a punto regole finanziarie comuni, con alcune possibili specificità dei singoli Paesi. Per questo il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha invitato i suoi colleghi del G7 ad un meeting a Berlino il 20 maggio per discutere proprio di nuove regole per il sistema finanziario.


Inevitabilmente il caso Grecia, al centro delle attenzioni dei mercati ormai da settimane è stato affrontato. Il numero uno dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha chiarito che le pressioni sui conti pubblici di alcuni paesi dell’area euro verranno gestite senza chiedere aiuti al Fondo monetario internazionale. I delegati europei hanno detto ai loro colleghi che si assicureranno che la Grecia mantenga le promesse. “Monitoreremo e ci assicureremo che il piano di Atene venga adottato”, ha spiegato il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde. Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, si è detto fiducioso che la Grecia adotterà le misure necessarie per riportare il deficit sotto il 3% entro il 2012, come previsto.