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Dagli inizi in una stalla a Palazzo Mezzanotte: Costamp taglia il traguardo della quotazione in Borsa

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“Oggi si realizza un sogno, come un atleta alle Olimpiadi: dopo anni di lavoro, sono riuscito a portare Costamp al traguardo della quotazione in Borsa”. A pronunciare queste parole Marco Corti, presidente e amministratore delegato di Costamp Group, che ha presentato alla comunità finanziaria il modello di business e la strategia della società leader nella progettazione, produzione e vendita di stampi per la componentistica nel settore automotive. In Borsa, il gruppo di Sirone, guidato dalla famiglia Corti, è arrivato a bordo di Modelleria Brambilla (società emiliana quotata sull’Aim Italia) Costamp Group è infatti nata dalla combined entity risultante dalla business combination tra Co.Stamp Tools e Modelleria Brambilla che ieri ha comunicato al mercato la nuova denominazione sociale.

Siamo estremamente soddisfatti della perfetta integrazione fra due realtà leader nella propria nicchia di mercato, alta pressione e bassa pressione/gravità, che insieme ci consentono di proporci agli Oem e Tier 1 come l’unico player a livello mondiale in grado di offrire soluzioni complete in termini di processi e prodotti”, ha dichiarato Marco Corti, spiegando che “oltre a beneficiare di importanti sinergie ed economie di scala, rafforzeremo la nostra collaborazione con i grandi nomi del settore automotive, come dimostra l’importante commessa del valore di 1,72 milioni di dollari ricevuta da Nemak Usa per la produzione di uno specifico componente che ci proietta in un settore molto strategico per il futuro della mobilità mondiale”.

L’operazione di integrazione tra Co.Stamp Tools e Modelleria Brambilla (reverse take-over) è stata portata avanti con un chiaro obiettivo: dare vita a un player internazionale in grado di fornire al mercato un’offerta completa di processo (pressofusione, bassa pressione e colata a gravità) e di prodotto (alluminio, ghisa, termoplastica e magnesio e relative leghe); approcciare un mercato più vasto in termini geografici (Italia, Cina, India, Germania, Brasile, Messico, Russia e Usa tra gli altri mercati) e integrare clienti comuni nel mondo dell’automotive (Oem e fonderie); e infine di beneficiare di sinergie ed economie di scala, di un maggiore potere contrattuale verso fornitori e clienti e dell’integrazione tra i sistemi di controllo di gestione. Tra i prossimi passi di Costamp Group, il lancio di un private placement con l’intento di ripristinare il flottante minimo e un aumento di capitale fino a 5 milioni di euro. Operazioni, segnala la società in una nota, saranno simultanee e verranno tempestivamente comunicate al mercato.

Dalla stalla a Palazzo Mezzanotte
Presentando il gruppo alla comunità finanziaria, Marco Corti ha parlato del futuro, ma anche degli inizi della società che ora fattura quasi 60 milioni di euro e ha oltre 300 dipendenti. È il 1968, quando Il padre, capo officina presso una stamperia, decide di mettersi in proprio. “Inizia in una stalla e si mette a fare stampi di tutti i tipi ”, racconta Corti che è arrivato in azienda 20 anni più tardi, nel 1988. Un gruppo con una presenza internazionale, ma con un cuore produttivo ancora tutto italiano: la produzione e la progettazione avvengono negli stabilimenti tutti presenti nel nord Italia (la sede principale è quella di Sirone in provincia di Lecco. È partner di riferimento e fornitore strategico, tramite le fonderie, delle principali case automobilistiche a livello mondiale (Bmw, Gm, Lamborghini solo per citarne alcune). Porta aperta anche alla crescita per linee esterne: Marco Corti ha spiegato che stanno valutando eventuali operazioni di acquisizione.
Il trend è positivo“. Così Marco Corti, in attesa dei risultati finanziari per l’esercizio 2017 che verranno approvati a fine maggio. Nel 2016 Costamp ha registrato un fatturato di 58,7 milioni di euro (dato pro-forma), un Ebitda di circa 8 milioni e un Ebit di 5,7 milioni. Raddoppiato rispetto al 2015 l’utile che nel 2016 si è attestato a 3,24 milioni di euro. Durante la presentazione è stato snocciolato il dato sul portafoglio ordini, aggiornato al 31 marzo 2018, pari a 55 milioni di euro contro i 32 milioni di un anno prima. Non è escluso che il gruppo nei prossimi anni traslochi dall’Aim Italia al mercato principale. “Adesso facciamo un po’ di palestra e poi valutiamo”, ha detto Corti.