Dagli analisti consigli difensivi per mercati nervosi

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Il mondo degli analisti di mercato si è spaccato nelle ultime settimane su due fronti marcatamente contrapposti: ottimisti contro chi addirittura prevede una recessione globale. Nel dubbio può essere utile vedere quali siano le strade che un investitore può percorrere scegliendo di rimanere sull’azionario, magari con un approccio più difensivo.


 

In un report diffuso oggi gli analisti di Citigroup danno qualche nome di “defensive growers”, società cioè meno sensibili al ciclo e contemporaneamente caratterizzate da prospettive di rapida crescita. Si tratta di gruppi operanti in settori tradizionalmente difensivi e che secondo l’istituto americano beneficeranno anche dell’esposizione ai mercati emergenti come conseguenza della crescita dei loro business in queste aree.

La lista comprende alcune large cap di settori quali le utilities, le telecomunicazioni, l’alimentare o la grande distribuzione. Ecco i titoli individuati da Citi: Telefonica, E.On, Tesco, Unilever, Pernod-Ricard, Inbev, OTE, Cable & Wire, Nobel Biocare e Solarworld. Questo insieme di aziende secondo le stime della stessa banca dovrebbero crescere a un ritmo maggiore al 10% per gli anni compresi tra 2007 e 2009, nel 2008 accelereranno poi la loro crescita rispetto al 2007 e mostreranno margini stabili o in aumento nel 2008.

Occorre tuttavia aggiungere che le indicazioni di Citigroup non derivano da previsioni negative sul mercato ma dall’attesa di un proseguimento della rotazione dai titoli value ai growth già in atto. “Continuiamo a pensare – si legge nello studio – che i mercati azionari possano muoversi verso l’alto nei prossimi sei mesi. Non crediamo che l’attuale contesto d’investimento sia così preoccupante come molti investitori sembrano pensare”.

 

Sempre in termini di mosse difensive, Finanza.com ha interpellato Franco Busnelli, partner di Twice Advice. “Non è il caso – spiega – di farsi prendere dal panico. Prevedere uno scenario di non crescita per l’economia globale mi sembra esagerato. Ci troviamo su un sentiero di crescita imprescindibile in ottica globale. Per i mercati ci sarà maggiore volatilità, ma ritengo sia ancora giusto insistere sull’azionario. Oggi si può puntare su alcuni energetici italiani e su titoli anticiclici, ma quando la buriana sarà passata si potrà tornare a comprare automobilistici e assicurativi”.


Nel pacchetto dei titoli per affrontare l’attuale fase di nervosismo Busnelli inserisce titoli come Enel, Eni, Snam, Terna e Aem, (pur segnalando che quest’ultima si muove sui massimi dell’anno). “Si tratta – spiega – di titoli caratterizzati da bassa volatilità di prezzo e alto rendimento, considerati anche gli elevati dividendi”. Fuori dall’Italia “poi ci sono gli anticiclici esteri come Henkel e Procter & Gamble”. Tra i titoli a minore capitalizzazione “c’è poi tutto il mondo delle energie alternative, che in Italia è rappresentato ad esempio da Kerself e dalla prossima matricola Fri-El”.


Si tratta di scelte, sottolinea comunque Busnelli, che devono tutte essere inserite in un portafoglio diversificato e che dipendono dalla propria capacità di sopportazione del rischio.


E i bancari italiani, dopo la penalizzazione da inizio anno e delle ultime settimane, possono rappresentare una scelta interessante? “Nei prossimi mesi – risponde – i bancari saranno ancora l’anello debole del mercato perchè gli investitori continueranno a mantenere un margine di dubbio”.