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Da Jp Morgan iniezione di fiducia in vista delle trimestrali di Citi e BofA

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Parte con il piede giusto anche la stagione delle trimestrali per il settore bancario. Dopo i numeri positivi pubblicati da Alcoa e da Intel c’era infatti attesa per quanto avrebbe fatto vedere Jp Morgan, chiamata ad aprire una successione che tra oggi e venerdì prossimo porterà alla pubblicazione dei risultati di sette tra le maggiori banche Usa.


E Jp Morgan non ha deluso le attese, o meglio le ha ampiamente battute. L’istituto ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con un risultato netto superiore alle stime di mercato, evidenziato da un utile per azione attestatosi a 1,09 dollari contro i 71 centesimi attesi dal consenso degli analisti e da profitti netti pari a 4,8 miliardi di dollari, in progressione di circa il 77% rispetto a un anno fa, quando si erano fermati a 2,7 miliardi. La parte del leone l’ha fatta la divisione investment bank, che da sola ha prodotto utili per 1,38 miliardi di dollari, seguita dai servizi finanziari alla clientela retail, che hanno contribuito alla formazione del risultato netto per 1,04 miliardi.

In pre-apertura il titolo Jp Morgan segna un progresso dello 0,5%, ma salgono di più i titoli di quelle banche come Citigroup (+1,2%) e Bank of America (+0,8%) che presenteranno i conti domani e per le quali potrebbe valere il medesimo metro utilizzato da Jp Morgan. 


Al mercato non è sfuggito infatti che un contributo essenziale al buon andamento dei conti dell’istituto guidato da Jamie Dimon è venuto dalla riduzione degli accantonamenti per perdite su crediti, scesi di 1,5 miliardi. Un orientamento che potrebbe essere replicato anche da altri istituti e che sarebbe indicativo di un miglioramento delle aspettative sulle condizioni economiche generali.


E sempre in questo senso possono essere lette le dichiarazioni dello stesso Dimon che, pur sottolineando come i livelli di incertezza restino elevati, ha chiarito di essere soddisfatto del declino delle perdite legate al prestito al consumo.Un ridimensionamento avvenuto peraltro in un contesto in cui le performance di tutte le altre attività possono essere considerate solide.