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Il D-day dell’euro? Per il Wall Street Journal potrebbe essere il 12 settembre

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A Bruxelles la situazione sembra apparentemente tranquilla, ma quanto durerà questa quiete prima della tempesta? Secondo le previsioni contenute nel blog del Wall Street Journal, firmato da Matina Stevis, la tregua potrebbe durare fino al 12 settembre, data che potrebbe segnare un punto critico per il futuro dell’euro. Ecco il perché.

Innanzi tutto la Commissione europea e lo staff del consiglio europeo saranno al lavoro per tutto il mese di agosto, anche se il commissario Olli Rehn non rientrerà in città prima della fine del mese.

I mercati rimangono aperti. La Troika – Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo Monetario Internazionale – hanno lasciato Atene domenica scorsa ma continueranno il loro lavoro per tutto il mese, e dovrebbero far ritorno in Grecia all’inizio di settembre. E la lezione che abbiamo imparato l’anno scorso è che le questioni si evolvono anche durante il mese vacanziero per eccellenza, ovvero agosto.

Il 12 settembre potrebbe dunque diventare simbolicamente la data di inizio di una nuova stagione di crisi dell’euro, e l’avvio potrebbe essere col botto. Nelle pagine del suo blog il Wall Street Journal ricorda che proprio il 12 settembre si terranno due appuntamenti da monitorare con estrema attenzione: da una parte gli olandesi che vanno alle urne per votare il nuovo governo, e dall’altra la Corte costituzionale tedesca che si esprimerà sulla costituzionalità o meno dell’Esm (Meccanismo Europeo di Stabilità).

Rimanendo nella zona euro, il giorno successivo, il 13 settembre, voleranno a Cipro per un meeting informale i ministri delle finanze (incontro previsto il 14 settembre), a cui seguirà la riunione dei 27 ministri delle finanze dell’Unione europea nella capitale cipriota, Nicosia. A complicare potenzialmente la situazione, il fatto che il Paese ospitante, a cui spetta la presidenza di turno europea per il semestre, starà in quel momento negoziando il suo bailout. Secondo fonti ufficiali il focus delle discussioni ruoterà principalmente attorno alla questione ellenica. Per allora il rapporto della Troika dovrebbe essere concluso e quello potrebbe essere il punto di partenza per prendere delle importanti decisioni sul futuro del Paese.

Visti i recenti segnali provenienti dalla Banca centrale europea (Bce), ricorda Matina Stevis, possiamo anche attenderci degli sviluppi sul fronte spagnolo e italiano. (Sempre che gli eventi di agosto non rendano indispensabile un intervento tempestivo). A settembre Madrid potrebbe infatti decidere di ricorrere al fondo europeo di stabilità finanziaria per l’acquisto di bond sul mercato primario. Ed è possibile che all’annuncio spagnolo segua quello italiano.
Potrebbe essere un agosto molto turbolento, i primi quattro giorni sono stati volatili a causa principalmente della Bce. Data l’ampia gamma di varianti e probabilità che potrebbero accadere l’invito di Stevis è di arrivare al 12 settembre in forma e riposati.