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D. Choe: lo yen è destinato a beneficiare della stretta cinese

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I dati macro rafforzano il dollaro. Le indicazioni migliori delle attese arrivate dalla prima economia del pianeta permettono al dollaro di risalire la china. Nella prima parte il biglietto verde era risultato appesantito dal successo dell’asta di Treasury a 30 anni di ieri, che aveva prodotto un calo dei rendimenti. Ma come detto nella seconda parte la musica è cambiata, merito da un lato della bilancia commerciale statunitense, che ad ottobre ha fatto registrare un inatteso, almeno nelle proporzioni, calo del disavanzo a 38,7 mld, e dall’altro del progresso a 74,2 punti messo a segno dal dato preliminare relativo la fiducia dei consumatori (Università del Michigan).

La moneta unica risulta ancora una volta indebolita dalle divisioni sulle misure più congeniali per fermare la speculazione. Dopo il nein della Merkel, la contrarietà di Sarkozy dovrebbe aver definitivamente accantonato, almeno per ora, l’idea dei bond europei. In questo momento per acquistare 1 euro sono necessari 1,3220 dollari e 110,93 yen. Il biglietto verde guadagna terreno anche nei confronti della moneta nipponica, portando il cross a 83,900 yen.

Nella prima parte di seduta, come rileva David Choe di IG Markets, “la valuta giapponese era stata spinta dalla crescente aspettativa di un incremento dei tassi in Cina, che potrebbe indebolire la crescita e la domanda di materie prime. L’effetto della speculazione sul tasso di interesse è stato quello di causare qualche spostamento di asset in yen, percepito come valuta rifugio”.