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D. Choe: petrolio, cali delle quotazioni potrebbero rappresentare opportunità di acquisto

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Il future con consegna marzo sul greggio statunitense nell’ultima settimana ha perso oltre il 2% a seguito del quinto aumento consecutivo delle scorte annunciato dall’American Petroleum Institute. David Choe nel Commodities Update di IG Markets rileva come l’incremento degli stock sia attribuibile al completamento dell’oleodotto TransCanada Corp, che porta il petrolio a Cushing, il più grande terminal per il petrolio statunitense. Quando l’opera sarà a pieno regime Choe pronostica un ulteriore incremento delle scorte, “che potrebbe contribuire ad abbassare i prezzi del greggio Usa nel breve termine, a meno che ci sia una ripresa considerevole nella domanda”.

Le quotazioni continuano comunque ad essere sostenute dalle tensioni in Medio Oriente. Secondo Choe “con l’economia globale che mostra segnali di ripresa, la domanda di petrolio potrebbe aumentare e la stagionalità delle quotazioni suggerisce che i prezzi inizieranno a salire con l’inizio dell’estate”. Choe suggerisce quindi di sfruttare eventuali fasi ribassiste, perché potrebbero rappresentare opportunità di acquisito in vista della crescita delle quotazioni nei prossimi mesi.

+1% invece per l’oro, sostenuto dalle tensioni in Medio Oriente e dal report del World Gold Council. Il WGC ha rilevato come la domanda del metallo prezioso nel corso del 2010 abbia raggiunto il livello massimo degli ultimi 10 anni, con il valore totale degli scambi a livelli mai registrati. Nel complesso la domanda è salita del 9%, a fronte di un +2% dell’offerta. Decisamente importante la domanda asiatica, pari al 51% del totale.

Secondo Anthony Grech di IG Markets “la crescita dell’inflazione asiatica ed europea e le notizie in arrivo dal Medio Oriente potrebbero confermare il ruolo dell’oro come asset di rifugio”. Grech rileva poi che a favore delle quotazioni del metallo prezioso giocano anche fattori stagionali, “visto che i prezzi tendono a risalire tra marzo e giugno e tra settembre e dicembre”.

E chiudiamo con il cotone, il cui rally sembrerebbe inesorabile (+150% negli ultimi sei mesi). Salendo sopra i 2 dollari per libbra le quotazioni hanno messo a segno un nuovo record storico. I prezzi, che da gennaio hanno registrato un incremento del 40%, nelle ultime sedute hanno messo a segno un’accelerazione dopo che l´Australia, il quarto esportatore mondiale, ha ridotto da 871 a 839 mila tonnellate la stima per la produzione 2011.

Gran parte della domanda mondiale arriva dalla Cina. Per la stagione 2010-2011 l´USDA (United States Department of Agriculture) pronostica una domanda cinese di 47 mln di balle, al di sopra quindi dei 30 mln di output stimato. La scorsa settimana metà dell’export statunitense è finito nel Celeste Impero. Secondo Christopher Beauchamp di IG Markets “in presenza di una domanda che anche nei prossimi mesi si confermerà agli attuali livelli e visto che il deficit produttivo necessita di un certo periodo di tempo per riassorbirsi, è probabile che le quotazioni salgano ancora”.