D. Choe: le notizie in arrivo dalla Svizzera penalizzano la moneta unica

Inviato da Luca Fiore il Lun, 04/10/2010 - 16:11
Irlanda e Grecia sotto i riflettori. Recupero del biglietto verde sulla moneta unica in scia delle notizie negative che arrivano da Dublino e Atene. Nel primo caso la Banca centrale ha rivisto al ribasso le stime di crescita 2010-2011, prevedendo di conseguenza maggiori tagli rispetto a quanto preventivato. Quest'anno la crescita del prodotto interno lordo irlandese dovrebbe fermarsi allo 0,2 per cento, decisamente sotto il +0,8% stimato a luglio. Per il prossimo anno l'economia è attesa in rialzo del 2,4%, dal 2,8% precedente.

Dalla Grecia sono invece in arrivo notizie relativo il progetto di bilancio 2011, che stabilirà in che modo il governo intende ridurre il suo disavanzo al di sotto del 7,6% del PIL. David Choe di IG Markets rileva come il sentiment verso l'euro "è stato colpito anche dalla proposta del governo svizzero dell'aumento del fabbisogno di capitale al 19% del patrimonio di UBS e Credit Suisse. Si tratta di quasi il doppio del fabbisogno di capitale al 10,5% stabilito dalla nuova normativa Basilea III. Il governo svizzero propone norme più severe dato che le due banche rappresentano un rischio significativo per il paese a causa delle loro dimensioni".

Il cross euro/dollaro quota quindi in calo di quasi lo 0,6% a 1,3694. Nel corso della prima parte di seduta è arrivato il dato relativo l'andamento dei prezzi alla produzione europei ad agosto, saliti dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 3,6% su base annuale, come da attese. Dagli Stati Uniti, poco fa invece è stato comunicato il calo di mezzo punto percentuale degli ordini industriali (consenso -0,4%) ed il +4,3% mensile dell'indice che misura i compromessi immobiliari (le attese erano per un +2,5% m/m). entrambi i dati si riferiscono al mese di agosto.

Il greenback mostra i muscoli anche contro il dollaro australiano, portando l'aud/usd a 0,9691, lo 0,2% in meno rispetto al dato precedente. L'aussie recupera terreno in vista della decisione di domani della Reserve Bank of Australia (RBA) sul tasso di interesse. Secondo Bloomberg, 19 dei 25 economisti interpellati si aspettano un aumento del tasso durante la notte a 4,75%.

Choe sottolinea come i "rischi" paventati dal governatore della Reserve Bank of Australia, Glenn Stevens, riguardano i "problemi del debito sovrano in Europa, un po' meno preoccupanti negli ultimi mesi. Inoltre la Cina, uno dei partner commerciali dell'Australia centrale, sta riprendendo la crescita dopo i buoni dati sulla produzione e sul settore non manifatturiero nel mese di settembre. Tuttavia, c'è ancora una notevole incertezza sul mercato, il che può ritardare la decisione della RBA di aumentare i tassi fino alla riunione di novembre. La possibilità che la Fed possa considerare un ulteriore allentamento quantitativo nel prossimo futuro a sostegno di una debole economia statunitense, e il rischio che i tassi in aumento possano danneggiare il mercato immobiliare interno, sono fattori che rischiano di pesare sulla decisione della banca centrale". Choe sottolinea che "se i tassi aumenteranno, il cross aud/usd potrebbe raggiungere la parità nei prossimi mesi. Al contrario, se la RBA non riuscirà ad aumentare i tassi, si assisterà probabilmente a forti vendite".

Sale invece il cable, il cambio sterlina/dollaro, portandosi a 1,5854 (+0,2%). L'analista di IG Markets rileva come la sterlina ha "recuperato dopo la notizia secondo cui il Purchasing Managers Index per le costruzioni è inaspettatamente salito nel mese di settembre. L'attività di costruzione è stato il principale fattore alla base della forte crescita del PIL che è stata registrata nel secondo trimestre, ed è incoraggiante vedere la crescita in aumento, considerando che il PMI manifatturiero è sceso il mese scorso". Il Pmi del settore a settembre è salito a 53,8 nel mese di settembre dal 52,1 del mese precedente. "La preoccupazione per la sterlina in questo frangente è che la debolezza dell'economia britannica possa spingere la Banca d'Inghilterra a implementare ulteriori misure di allentamento quantitativo per sostenere l'economia".
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