D. Choe: le misure annunciate dalla Bce continueranno a sostenere l’euro

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I dati dal mercato del lavoro a stelle e strisce tornano ad indebolire il dollaro. Gli aggiornamenti peggiori delle attese dal mercato del lavoro nel certificare tutte le difficoltà della prima economia del pianeta incrementano ancora le probabilità che la Federal Reserve inondi il mercato con un nuovo flusso di liquidità. A farne nuovamente le spese il biglietto verde, che nel corso della mattina aveva guadagnato posizioni.

A settembre la prima economia ha bruciato 95 mila posti di lavoro nel settore non agricolo (no farm payrolls), contro un consensus di un calo di 5 mila unità. Sulle no farm payrolls di settembre pesa il calo di 77 mila posti di lavoro temporanei legati al censimento decennale e 49.800 legati al settore dell’insegnamento a livello di governo locale. Il tasso di disoccupazione risulta stabile al 9,6 per cento, meglio delle attese che erano di un aumento al 9,7 per cento. Sono 14 mesi consecutivi che la disoccupazione si mantiene sopra il 9,5%, ossia la più lunga striscia sopra questa soglia da 1948, anno in cui sono state introdotte le rivelazioni mensili.

Il biglietto verde scambia quindi a 1,3930 contro euro ed a 81,820 yen, minimi da 15 anni. Secondo David Choe, analista di IG Markets, “l’euro potrebbe continuare a guadagnare nei prossimi mesi dopo che il presidente della BCE Jean-Claude Trichet ha ribadito la posizione delle banche centrali sul ritiro della struttura di liquidità illimitata per le banche europee. La posizione è in contrasto con la politica in Giappone, dove è stato ampliato il budget del paese per l’acquisto di asset, mentre la Fed dovrebbe introdurre ulteriore stimolo quando si riunirà nel mese di novembre”.

Ed a proposito della moneta nipponica Choe rileva che “ha continuato a rafforzarsi nonostante la Banca del Giappone abbia abbassato i tassi di interesse e introdotto un nuovo programma di acquisto di asset all’inizio della settimana”. A questo punto “gli investitori sperano che un qualche tipo di coordinamento possa essere stabilito tra le nazioni per gestire le politiche di valuta al fine di evitare una cosiddetta guerra valutaria”.

In crescita di quasi lo 0,4% il cable, il cambio sterlina/dollaro che scambia a 1,5936. Anche in questo caso dopo un minimo di seduta a 1,5822 toccato nel corso della mattina, il cross è tornato a crescere dopo gli aggiornamenti annunciati dal Dipartimento del Lavoro Usa. Dalla Gran Bretagna comunicato l’aggiornamento relativo i prezzi alla produzione che, nonostante con un +4,4% abbiano fatto meglio delle stime di 10pb, hanno messo a segno il quinto calo consecutivo ed il livello minore da 7 mesi.