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D. Choe: in Europa torna d’attualità la crisi del debito

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Le prese di beneficio sui listini, favorite dall’analisi del Wall Street Journal sugli stress-test europei, hanno nuovamente spostato le preferenze degli investitori verso gli asset considerati più sicuri. Secondo il quotidiano statunitense, alcuni rischi sul sistema finanziario europeo sono stati sottovalutati, a partire dall’ammontare “dei titoli di stato potenzialmente rischiosi detenuti in portafoglio da alcuni istituti”.

Gli investitori in assenza di indicazioni macro di rilievo stanno preferendo le valute rifugio come lo yen ed il franco svizzero, ed in misura minore il dollaro. La moneta unica perde mezzo punto percentuale contro dollaro a 1,2751; il cross con il franco svizzero torna sotto quota 1,29 a 1,2884 (-0,4%, nei pressi dei minimi storici) mentre l’eur/jpy scende dell’1,1% a 106,63.

Non solo. Come sottolinea David Choe di IG Markets nel suo report sul valutario, “la crisi del debito europeo è stata riportata all’attenzione ieri, quando Andrew Bosomworth di PIMCO ha detto che la Grecia non ripagherà i suoi debiti quando i fondi rilasciati da UE e FMI scadranno fra tre anni, mentre una relazione separata dell’Associazione delle banche tedesche ha stimato che sono necessari altri 105 miliardi di euro perché le banche tedesche possano soddisfare i requisiti patrimoniali di primo livello previsti”.

Ai minimi anche l’incrocio dollaro/yen che con un -0,6% si porta sotto quota-84 a 83,650 (minimi da 15 anni). Il greenback guadagna invece terreno contro la sterlina, portando il cable a 1,5325, e nel cross contro il dollaro australiano (-0,2%) a 1,2634.

Per quanto riguarda il pound Choe rileva che “la sterlina ha trovato il supporto dopo che il British Retail Consortium ha annunciato un aumento delle vendite al dettaglio like-for-like dell’1% in agosto dall’anno precedente, grazie a un forte back-to-school e alle vendite al dettaglio non-store (via internet, per corrispondenza e via telefono)”.

Il dollaro australiano è invece penalizzato dalla decisione della Reserve Bank of Australia (RBA) di confermare il costo del denaro per il quarto mese consecutivo. Il governatore della RBA Glenn Stevens ha sottolineato che nel 2011 la crescita europea sarà rallentata dalle politiche di austerità ed anche l’economia statunitense risulterà indebolita.