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D. Choe: gran parte delle aspettative sul QE potrebbero già avere influenzato il mercato

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Dopo un balzo a 1,4156 in corrispondenza dell’inizio dell’intervento del n.1 della Fed Ben Bernanke, che ha sostanzialmente confermato l’inizio di un nuovo round di quantitative easing, in questo momento l’euro/dollaro è tornato ai livelli registrati nel corso della mattina e scambia a 1,4007.

Ma oggi dagli Stati Uniti sono arrivati anche una valanga di dati macro. Indicazioni positive sono arrivate dall’indice Empire manufacturing (15,73 punti) e dalle vendite al dettaglio (+0,6% m/m); sotto le stime l’inflazione a settembre, salita su base mensile dello 0,1%. Comunicati da poco i 67,9 punti della prima lettura della fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan (consenso 68,9 punti) ed il +0,6% delle scorte delle imprese.

Dall’Europa invece è arrivato il saldo del commercio estero ad agosto, che, negativo per 4,3 miliardi (+6,2 mld a luglio e -2,8 mld ad agosto 2009) ha indebolito la moneta unica, poiché come rileva David Choe di IG Markets “un deficit della bilancia commerciale indica che la regione registra più beni importati rispetto alle esportazioni, il che porta generalmente ad una valuta più debole”. In linea con le attese l’inflazione, salita di 1 punto percentuale sempre ad agosto.

Choe sottolinea che “l’euro ha trovato il favore degli investitori in quanto la BCE è una delle poche banche centrali che non sta prendendo in considerazione ulteriore stimolo monetario. All’inizio della settimana un membro della BCE, Axel Weber, ha espresso l’opinione per cui la BCE dovrebbe cominciare a rimuovere l’impianto di liquidità illimitata per le banche europee. Questo dovrebbe portare l’euro a trovare un ulteriore sostegno nel breve termine, visto che le preoccupazioni riguardanti il debito europeo si placano, e la possibilità di ulteriore QE da parte della Fed si amplifica”. Choe mette in guardia gi investitori che “gran parte delle aspettative sul QE potrebbero già avere influenzato il mercato. Questo significa che il dollaro potrebbe salire decisamente se la dimensione del programma di QE della Fed fosse in linea con le aspettative o inferiore al previsto”.

Nonostante anche il dollaro/yen abbia risentito delle indicazioni di Bernanke, in questo momento il cross si è riportato a 81,340. Anche in questo caso vanno tenuti presenti i ribassi già registrati dal dollaro nelle ultime settimane e, come rileva l’analista Makoto Utsumi “non vi sarà alcun bisogno di preoccuparsi tanto dell’effetto che il QE può avere sulle valute”. Per Choe “con lo yen ai massimi degli ultimi 15 anni, gli investitori potrebbero evitare di spingere questa moneta ancora più in alto, in parte a causa della possibilità che la Banca del Giappone possa intervenire nel mercato valutario di nuovo per indebolire la valuta”.

Chiudiamo con il cable, il cambio sterlina/dollaro. “Il cross ha continuato a salire questa mattina vista la generale debolezza del dollaro statunitense. Tuttavia, la speculazione per cui anche la Banca d’Inghilterra stia considerando la reintroduzione di QE ha portato la sterlina a sottoperformare contro il dollaro rispetto all’euro” evidenzia l’analista di IG Markets. Per acquistare una sterlina sono necessari 1,6025 dollari.

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