D. Choe: gli investitori verso le attività più rischiose

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L’euro, dopo i dati positivi di questa mattina (51,4 per il Pmi servizi e +1,1% per le vendite al dettaglio), sta incrementando i guadagni in scia delle indicazioni arrivate dal mercato del lavoro statunitense, che hanno registrato una crescita del tasso di disoccupazione al 9,6% (come da attese) ed un saldo negativo delle buste paga di 54 mila unità, decisamente al di sotto delle -131 mila attese.

Gli indicatori statunitensi, nel riportare negli investitori la fiducia nell’andamento dell’economia, stanno affossando le valute rifugio e rilanciando l’andamento delle piazze finanziarie, con Milano che in questo momento guadagna l’1,6%, Francoforte l’1,5% e Londra l’1,3%.

Se in questo momento l’euro/dollaro, dopo una fiammata, è tornato ai valori precedenti la pubblicazione dei dati (1,2828, +0,1%), sono i cross euro/yen ed il dollaro/yen che evidenziano la voglia degli investitori di scommettere sugli asset considerati più a rischio. Il primo incrocio quota 131,27 ed il secondo 85,1, in entrambi i casi lo 0,9% in più rispetto al dato precedente.

Si tratta di un movimento emerso già nella prima parte poiché, come rileva David Choe di IG Markets, “con la chiusura al rialzo delle borse asiatiche di questa mattina e i mercati europei forti, lo yen ha perso terreno, dato che gli investitori si sono mostrati disposti a prendere posizione in attività più rischiose”.

Questo nonostante, continua Choe, “la pressione sul governo giapponese affinché intervenga sui mercati valutari per contenere l’ascesa dello yen; ogni azione è ora considerata inutile, a meno che non vi sia un approccio coordinato tra le nazioni sviluppate per controllare il tasso di cambio. Sembra improbabile che le altre nazioni siano disposte ad assistere il Giappone, visti i loro problemi di crescita interna e l’interesse a mantenere la loro moneta più bassa possibile al fine di sostenere la domanda di esportazione”.

Il dollaro ha perso terreno dopo la pubblicazione dei dati macro anche contro la sterlina (gbp/usd a 1,5440, +0,4%), che invece perde terreno contro euro a 0,8309. La moneta d’oltremanica è appesantita dal Pmi servizi di agosto, sceso oltre le attese a 51,3 punti. I dati degli ultimi giorni arrivati dalla Gran Bretagna, secondo Choe “mostrano nel complesso una contrazione della crescita interna e suggeriscono che la ripresa economica del Regno Unito potrebbe perdere slancio nel trimestre in corso”.

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