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D. Choe: l’euro resta vittima della crisi del debito

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Andamento decisamente altalenante per l’euro-dollaro dopo la pubblicazione del report sull’andamento del mercato del lavoro statunitense. Secondo il Dipartimento del Lavoro a dicembre il tasso di disoccupazione è sceso al 9,4% e la prima economia del pianeta ha creato 103 mila nuovi posti di lavoro.

Indicazione decisamente migliore delle attese la prima, visto che gli analisti avevano pronosticato una contrazione più soft al 9,7%, sotto le stime la seconda. Anche alla luce della stima Adp di mercoledì scorso, secondo la quale il settore privato a stelle e strisce nell’ultimo mese 2010 ha creato 297 mila nuovi posti, gli analisti avevano pronosticato una crescita delle payrolls di 150 mila unità.

Indicazioni contrastanti che si sono riflesse sull’euro-dollaro che dopo un’iniziale fiammata sopra 1,3 si è riportato a 1,2950 ed ora quota 1,2980. Direzionalità più netta invece per il cross con la divisa giapponese, che dopo aver toccato un massimo di seduta a 83,670 poco prima della pubblicazione dei dati, in questo momento scambia a 83,040 yen.

Se da un lato quindi lo yen ha saputo approfittare delle difficoltà del biglietto verde, l’euro, impantanato nella crisi del debito, non ha potuto sfruttare la situazione. Secondo quanto rilevato da David Choe di IG Markets in base a dati CMA, “la Grecia è stata il borrower più rischioso al mondo nel quarto trimestre del 2010”. Una misura delle tensioni presenti sui mercati è rappresentata dal fatto che “prestiti a Spagna, Portogallo e Irlanda sono stati considerati più rischiosi rispetto all’Iraq”.