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D. Choe: i dati sul Pil confermano la forza europea

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La decisione della Banca Centrale europea di confermare il costo del denaro all’1% (invariati anche il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento all’1,75% e quello sui depositi allo 0,25%) e di continuare l’offerta illimitata di prestiti anche nel 2011, non ha mosso più di tanto l’euro/dollaro, che in questo momento scambia in rialzo dello 0,27% portandosi a 1,2828. La moneta unica quota sostanzialmente stabile contro yen a 108,15.

Trichet in conferenza stampa è apparso ottimista sul futuro delle economie dell’Eurozona, nonostante un “rallentamento nella seconda parte dell’anno”; i dati macro “sono più positivi del previsto” e la ripresa proseguirà anche nei prossimi mesi anche se continuerà a essere “moderata e dominata dall’incertezza”.

La Banca centrale dell’Eurozona ha quindi alzato le stime di crescita del Pil e dell’inflazione dell’Eurozona per quest’anno e per il 2011. L’Eurotower ha portato la fascia di crescita del Pil 2010 a +1,4/1,8% (da +0,7/+1,3%) e quella del 2011 a +0,5/+2,3% (da +0,2/+2,2%). L’inflazione 2010 viene indicata a +1,5/1,7% (da +1,4/1,6%) e quella 2011 a 1,2/2,2% (da 1/2,2%).

A proposito di crescita economica, il Pil riferito all’Eurozona del secondo trimestre ha registrato un +1% congiunturale ed un +1,9% annuo (consenso +1,7%), un dato che secondo David Choe di IG Markets “dimostra la capacità di resistenza delle nazioni della zona euro nel continuare la crescita durante periodi di congiuntura difficile per la regione, dopo la ricaduta della crisi del debito sovrano europeo”.

La moneta unica guadagna più di mezzo punto percentuale a 0,8328 contro la sterlina, che scambia in calo dello 0,7% a 1,5578 nel gbp/chf. La fiducia nella sterlina, come rileva lo stesso Choe “sta lentamente iniziando a svanire, dato che recenti indicatori economici dal Regno Unito indicano un rallentamento dell’economia”.

Per quanto riguarda gli altri dati macro, il dollaro ha riguadagnato terreno contro lo yen (84,170 dopo un minimo a 83,990) dopo la pubblicazione dei dati relativi le nuove richieste di sussidio, scese a 472 mila la scorsa settimana. Per quanto riguarda gli altri dati dagli Usa, la produttività del settore non agricolo è stata rivista nel secondo trimestre al -1,8% dal -0,9% ed il costo unitario del lavoro nel frattempo è passato dal +0,2% al +1,1%; sotto le attese gli ordini all’industria di luglio, saliti dello 0,1%.

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